TANTO SEI MORTO BASQUIAT
Basquiat (1996) regia di Julian Schnabel
sottotitolo:
L’OperazioneGeniale:
quando a un pittore sta sulle palle l’altro e uno dei due muore e quello allora gli dedica un film biografico che è una presa per il culo
Agli artisti della generazione di Schnabel e Basquiat è andata benone (altro che sedia impagliata ad Arles). Un nuovo giovane (come non mai) collezionismo alla Wall Street e gli scandali dei Party newyorchesi riportati in prima pagina diedero al loro divismo e talento man forte.
Il film è l’autocelebrazione di Schnabel attraverso la biografia del graffitista haitiano Basquiat, il quale sembra non avesse una grande opinione dello stesso Schnabel, e viceversa.
e di qui lo smacco:
Schnabel è onnipresente: Gary Oldman interpreta Albert Milo, un personaggio ricalcato sullo stesso Schnabel. L’appartamento/studio di Milo è il set di una mini-retrospettiva del regista, alcuni suoi enormi quadri coprono le pareti e si guadagnano lunghe in quadrature. La figlia di Milo è interpretata da Lola Schnabel e altri parenti circolano sul set davanti e dietro le macchine da presa. La colonna sonora è di Schnabel cantante o/e compositore. Molte delle opere di Basquiat sono state riprodotte dalla mano del regista. In una delle scene dove Basquiat e Warhol collaborano alla Factory, sulle pareti si vedono parecchi silk-screen che ritraggono un giovane e smilzo Schnabel, lavori che Warhol non ha mai realizzato.
Basquiat, in tutto ciò, si droga e muore. Null’altro.
Il risultato è che Schnabel è un genio del crimine. E fa quadri bellissimi.