Bambolescente

La vita, il lunedì, l'arte contemporanea e le bombe

Archive for luglio, 2004

- Sai, ho aperto un blog. / – E che ci hai trovato dentro?

Considerazioni elementari della bambolè novizia sui blog
Chi vorrebbe esser pagato per scrivere e a questo dedica un blog e le sue preghierine ogni sera.
E, di questi, molti vanno perdendo la concentrazione, diventando fan o critici letterari, sempre e comunque non stipendiati.
E io mi auguro che ci riescano
che il minimo sindacale giornalisti(3,60 euro al pezzo) e la percentuale sulle vendite dei libri
se la meritano tutti a sto mondo.
e poi
Chi pagato è pagato, ed è una macchina da scrittura che rincasa la sera e ancora si mette a scrivere e sogna quel che deve e vorrebbe scrivere e a colazione si beve quel che gli altri hanno scritto di lui e, se una donna la ha, lei lo guarda con occhio malevolo.
e
Io non lo so cosa mi è venuto in mente qualche giorno fa:
Pagata, anche se a scuola non ci sono andata. E nata male, che dovessi anche tornare tra qualche anno a servire ai tavoli certo non ne morirei e, la dico tutta, di scrivere per puro piacere smetterei.
che se non mi pagano col cavolo che mi trovano a casa!
e mi dispiace, ma forse solo per oggi, domani passa, pensare che il blog non sia un’arte ingenua.

LE AMICHE E LE SPOSE

Ci piaceva stare negli stessi posti la sera, che bastava uscire e prendere una porta e ci trovavi sempre qualcuna di noi.
E poi mi ricordo, o tutte o nessuna, o ci si disperdeva per fare l’amore con un ragazzo nel suo appartamento o si tornava a casa tutte insieme, camminando la città per ore, che mica avevamo la patente ancora.
Arrivava natale e sapevamo bene cosa regalarci. Arrivava l’estate ed eravamo daccordo sul dove andare, perchè poco importava. E ancora ci potevamo scambiare i jeans, quelli rotti di Napoleone, e anche se oggi non entriamo una nei panni dell’altra, non è questo il problema. Ci si poteva prestare i dischi e i libri e tutto andava per il meglio.
Allora io mi chiedo, perchè una risposta vera non la trovo,
Con tante cose che abbiamo in comune,
perchè oggi sposate uomini che io non farei nemmeno salire a casa?

Sei troppo giovane per…

“troppo giovane per” a sentirselo dire tante volte in una vita
una sceglie di dedicare un minuto di riflessione alla cosa, tanto per perder tempo, come servisse a qualcosa.
“troppo giovane per” è un motto di rigore al quale devo aver prestato giuramento senza nemmeno accorgermene.
Le ho fatte tutte. Per bocca e per cosce, per terra e per soldi, per naso e perfavore.
Troppo giovane bella ragazzina, non hai ancora finito le scuole medie….
Oggi, che vado lentamente per i Trenta, mi hanno detto che sono troppo giovane per fare carriera.
Sai cosa ti dico? Ho scelto di seguire, per una volta, il consiglio.