E’ CHE SON COSE. E’ CHE SON SOGNI
agosto 3rd 2004 Posted at Vecchissimo blog
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[nulla è più noioso d'un sogno raccontato]
LINEA1
Precotto
Il tizio seduto di fronte a me porta appuntato sul cuore un pass plastificato bianco e blu. La mia testa cede dal sonno, la sua suda con l’intensità delle cascate di Iguazu.
- Si sente bene? – gli domando
- Fatti i fatti tuoi!
- (Crepa!)
Gorla
- Eccola… – mi sussurra nel panico il tizio con il pass.
Sale, e a raccontarla a parole non se ne da l’idea: le scarpe e i tacchetti sono completamente schiacciati sotto il peso di questa donnona alta come un cestista. E’ carne su carne in ogni direzione, tette su tette, menti su menti e pance su pance. E cammina aiutandosi con un bastone.
- E chi sarebbe questa?
- La Sfinge. Lei sa tutto e io non voglio sentire.- Anche a me le profezie non interessano un granchè, in effetti preferisco il gossip.
- Non scherzare. Ecco, la Sfinge sta per puntare il dito…
La Sfinge fa dondolare un dito come un metronomo tra me e il tizio spaventato. Suspance.
Turro
Tocca a lui.
- Non vale! Sono tre giorni che esco io!
- Forse hai ragione, è ingiusto, per questo potrete scegliere… – spiega cortese la Sfinge
- Potrete (?) Scusi signora ma io non ho nulla a che fare con voi e…
- Taci! – mi intima tremolando come una gelatina incipriata – Potrete scegliere tra Dire, Fare, Baciare, Lettera, Testamento.
- Dai, sembra divertente, giochiamo! – propongo al tizio terrorizzato.
- Dobbiamo. – mi risponde secco.
La Sfinge apre le braccia come per accogliere la nostra decisione:
- Dire e Fare sono sempre stati pericolosi, troppo vaghi e aperti a crudeli interpetazioni – suggerisco
- Il Testamento nessuno sa bene cosa sia ma son certo sia da evitare, come la morte, appunto.- Lettera non se ne parla, soffro il solletico, e poi io da quella le porcherie sulla schiena non me le faccio scrivere.
Rovereto
Baciare. Io e il tizio con il pass blu e bianco finiamo così a limonare a più rirpese. Su un vagone deserto della linea rossa sotto lo sguardo benevolo della Sfinge.
Pasteur
E pomiciamo spingendoci ad un affusolato petting.
E pensiamo in odorama ai cornetti sulla spiaggia e al lucidalabbra alla frutta e ai pegni d’amore dell’estate comprati sulle bancarelle…
Loreto
- Io scendo qui - dico al tizio mentre immagino di essere arrossita.
E, mentre gli tendo la mano per dire “addio” formalmente, vedo chiaramente il suo pass bianco e blu.
- Capisco. Quindi era solo un sogno… - piagnucolo mentre le porte del vagone si richiudono – (Fanculo Confuso) – devo aver detto.