Bambolescente

La vita, il lunedì, l'arte contemporanea e le bombe

La Curva e l’Acqua Santa



E io sarei pazzo, carta, 2005
Andrea Mastorivto detto Sburzum beve solo ed esclusivamente Sprite, è un pericoloso ultras dell’Atalanta, fa l’accompagnatore nelle gite a Lourdes, è un fottuto talento, rutta per attirare l’attenzione come un quindicenne, vive a Seriate (BG) e i suoi migliori amici sono Zi-zì e Spruzzola, canta in un gruppo Metal, mi tracollino le tette se lui non sarà Storia dell’Arte!, ha una gamba sempre rotta e non so bene perché, è allergico ai suoi gatti.

All this I cannot bear to witness any longer, striscioline di carta su parete, 2004

-Ma dove ci stai portando?
Sterzai viulentemente:
-Toh, figa, eccoci.
-Il parco delle Cornelle? Ma sei scemo? – Zi-zì non capiva.
-Allora, ascolta che mo’ ti spiego: sai che a me mi serve uno che mi aiuti, no, con la pittura, che mi lava le tele, le tira e ci stende sopra la preparazione e che qualche volta ci dà pure una ritoccatina al quadro, se si rovina.
-Eh, sì lo so ma non ti ho mica detto che vengo io ad aiutarti, se vuoi?
-Eh, ho capito, ma non mi pare che sei proprio in grado e allora ho pensato di rubare una scimmia che poi la addestro a farmi da assistente. Cazzo, le scimmie sono intelligenti, sai: ne ho già adocchiate un paio l’altro giorno.


Comedie humaine, scatola, luce, disegno e carta, 2005
A volte lo penso così “Era una notte buia e tempestosa, solo uno zoppo attraversava il bosco…” “C’era una volta un Paese di Carta, il suo re vestiva sempre di nero…”.

Of Wolf and Man, 2004
Lui fa sbandare il mio senso critico ben retribuito, e la cosa non mi va giù. Immagino che presto o tardi di lui si parlerà in prima serata, nei sussidiari, dalle parrucchiere tutte e in hit-parade.
La verità è che se avessi un figlio, un illustratore, un arredatore, un marito, un giullare, un life coach, vorrei fosse un pò come lui: talentuoso e dissociato, tra la curva e l’acqua santa.

Se non ci fossimo noi, qui sarebbe il cinema: farebbero tutti silenzio”.
Questa è una frase che aveva detto una volta il Bocia, uno dei capi della Nord qui a Bergamo. Ha ragione. Parla degli ultrà è ovvio, ma parla pure di tutti quelli che si danno da fare dannatamente da fare per svegliare chi dorme, a cominciare da se stessi. Non so se siete mai stati a vedere una partita in uno stadio con sciopero del tifo: se vi è capitato saprete che in quelle condizioni ci si rende perfettamente conto dell’inutilità e della vacuità di una partita di calcio. Gli ultrà non sono altro che il contorno, l’abbellimento se vogliamo di una partita di calcio, ma senza di loro puf tutta la magia svanisce. Gli ultrà cantano urlano mandano affanculo esultano. Non sono certo necessari, perchè necessari sono i calciatori. Ma senza di loro è come mangiare una bistecca insipida. Sono il sale dello stadio. L’artista allo stesso modo non può che essere il sale della vita. Cazzo, certo che si campa anche senza sale anzi magari si campa anche più a lungo, ma che schifo. E’ evidente che senza questi personaggi strani che cantano urlano dipingono ritagliano tutto si ammoscia, e non resta che addormentarsi. Silenzio.
Sss…
Uff che palle: non ce la faccio a stare zitto. Mi viene da raccontare qualcosa di bello. Che poi è sempre la stessa storia. Ma se la sentite da me vedrete che vi piacerà…
E tu cosa vuoi essere? Pecora o leone?

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6 Responses to “La Curva e l’Acqua Santa”

  1. Bru scrive:

    Arte = sale della vita eh? Già, ci sta proprio.
    Mi fai venire qualche bella idea; ci penso su, e magari torno ad appiccicarti un altro post-it.
    Ah, no pecora, ariete. Ascendente Leone ;)

  2. giulio andreotti scrive:

    tutti una volta nella vita dovremmo essere mastrovito

  3. koshka scrive:

    perché il mio commento è sparito? che fai bambola? censuri? ;-)

  4. bambolescente scrive:

    cheddiamine k. lo sai che faccio casini qui dentro. ho spostato il post e Puff!
    riscrivilo dai…

  5. koshka scrive:

    e vabbè… ci riprovo ma non mi uscirà aulico come l’altro. dicevo che mastrovito mi è sempre piaciuto. Con quei suoi “giochini” di carta evoca una infanzia geniale e intuitiva dei massimi sistemi. qualcosa di simile all’artigiano mago… ecco!

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