Non c’è più limite all’esibizionismo… Cosa non sarebbero disposti a fare… Si vendono l’anima pur di apparire in video… E’ indecente esporre tanto del proprio privato…
Quante delle accuse fatte alla tv-verità e ai reality show dovrebbero essere invece mosse all’arte contemporanea e alla letteratura?
Il crogiolo dell’esibizionismo non risiede forse nella cultura alta più che nelle bassezze della televisione?
Se esistono colpe, se ci sono dei meriti, come e a chi attribuire le une o gli altri?
Play/Document
a cura di Laura Carcano
Complesso Monumentale di Santa Sofia, Salerno
inaugurazione 12 giugno
catalogo edito da Teknemedia Editore
Tutti i video:
(…)
Donatella Di Cicco In Dolls quattro ragazze della provincia di Caserta raccontano i propri spazi, le aspirazioni di evasione e i piccoli sogni fatti di poco. Scelgono il loro abito da sera migliore e lo sfoggiano per le strade del paese in pieno giorno. Raggiungono un posto isolato, di qui la videocamera indugia in silenzio sulla loro timidezza o spavalderia, sulle note della struggente All by myself che continua a raccontare per loro.
Simone Filippi Da parecchi anni Simone Filippi documenta fedelmente le sue notti di San Silvestro. Da un rave a un conto alla rovescia seguito in tv, passando per la festa parrocchiale e un party in hotel. L’artista in primo piano è impassibile e muto, alle sue spalle scorrono fiumi di spumante e trenini di samba, vassoi di leccornie e una notevole quantità di socialità di fine anno.
Francesco Jodice Tra il 2 ottobre 1998 e il 29 novembre 2002 cinque anziani si sono incamminati nei boschi del Montemaggiore nell’alto casertano. Non sono mai stati ritrovati. Il caso Montemaggiore attraverso ricostruzioni e interviste sottolinea il mistero.
Lucia Leuci Lou Lou è tradita dal suo compagno che dalle chat all’out-net vive una seconda vita segreta. Lou Lou mette allora in atto il solo riscatto possibile diventando lei stessa oggetto virtuale del desiderio, ricorrendo attraverso l’autoscatto a un sovraeccitamento fatto di costumi, attrezzi e giocattoli sgargianti. Good Vibrations risulta così una sorta di indagine sulla paradossale violazione della (propria) privacy.
Zak Manzi Death of a sovversive è la messa in scena di un filmato di Al-Qaeda. La telecamera fissa riprende i sequestratori che sistemano l’ostaggio davanti all’obiettivo. Uno di questi ha il volto scoperto. E’ la fase preparatoria di quei video-messaggi che ci siamo abituati a vedere nei notiziari. E’ un retroscena e, in quanto tale, indiscutibilmente autentico.
Chiara Pirito Ci è consentito spiare le aspiranti Miss affacciate dalle quinte pronte ad entrare sul palcoscenico. Una a una sfilano in questo angolo di passaggio solo per noi. Sostano giusto il tempo necessario per lasciar trasparire e poi sparire la loro emozione.
Luigi Presicce La realtà è un punto di vista e a quest’ultimo è però concesso di contraffare la realtà. Alla festa di compleanno i soli amichetti invitati sono i pupazzi del bambino, sistemati composti a tavola, intorno alla scena si muove una madre premurosa che canticchia gli auguri e sistema la torta a tavola.
Nella visione soggettiva del bambino scopriamo il clown, il gorilla e il bambolotto dei Kiss muoversi in carne e ossa.
Mauro Ceolin Expensive Look Without the Expensive Price è il disegno di uno skyline globale, ricalcato su un indagine statistica dei luoghi più visitati e fotografati durante le vacanze dei blogger (coloro che hanno un blog, ovvero un diario online). Il risultato è una lenta animazione accompagnata da un canto nuziale Inuit, in loop come in un mantra.
Vito Acconci Centers, 1971. Acconci tenta di tenere il dito puntato sempre al centro dell’inquadratura. Questo lavoro apre Play/Document in quanto icona della volontà ostinata di stare nel video.
Sadie Benning Realizza video dall’età di 15 anni con una telecamera giocattolo. Living Inside documenta la sua autoreclusione in cameretta durata tre giorni tra tv, letto, riviste e diario.
Dara Birnbaum Il suo lavoro utilizza come materiale le soap-opera, gli show del sabato sera, le serie tv e i quiz per discutere l’opportunità di ricostruire l’immaginario televisivo alterandone i tempi di montaggio e messa in onda, svelando quanto gli artefatti che non potremmo altrimenti percepire.
Ilene Segalove The Mom Tapes, 1974-78, è un ritratto della madre dell’artista, seguita per casa e molestata dalle continue riprese video della figlia che gli pone domande e le offre risposte solo attraverso l’obiettivo.
Bill Viola Reasons for Knocking at an Empty House, 1983, documenta il tentativo di rimanere svegli in una stanza vuota per tre giorni consecutivi.
3 comments ↓
naturalmente se la manifestazione diventa itinerante, o se comunque la riproporrai/ete a Milano, fai un fischio.
Passi Firenze, ma Salerno è un po’ fuori tiro anche per me.
segnalo, per chi fosse interessato, la mise en scene di Elena Percotto, “Intercapedini sensonsoriali”, a Case Cavicchi (TE) con la proiezione di alcune diapostive di Alberto Sepe “Sguardi dal Sudan”. Sabato, invece, a Palidoro reading di Alice Orbati al castello estense
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