Bambolescente

La vita, il lunedì, l'arte contemporanea e le bombe

Le vacanze dopo le vacanze

Come ogni estate io e Donna Ljuba siamo le sole femmine a piantare la tenda tra i mostri. Raggiungo in Salento il solito branco di maschi niguardesi tatuati
Tanto per intenderci parlo di
1. “LIBERTA’” tatuato in caratteri gotici sull’intero avambraccio
2. “100% LATINO” tipo bollo marcato sul costato
3. “ACAB” (All Cops Are Bastard) sulla schiena
La documentazione fotografica prossimamente
E lo dico adesso e non lo ridico più:

a. Al dodicesimo Vodka Lemon se non riesco a dire il mio nome per intero quando il Gatto me lo chiede (tatuaggio al punto 2), devo farmene una ragione, per quella sera non si beve più.
b. La spiaggia è qualche metro più in là. Non passerò l’intera giornata a smaltire dormendo in pineta.
c. non giocherò alla lotta sulla sabbia con Beppe (tatuaggio al punto 1) riportandone profonde ferite perché non sa controllarsi.
d. per una sera, almeno una, il dj non me ne vorrà, si può andare a dormire prima dell’ultimo pezzo.

è che poi, già lo so, torno che ho proprio bisogno di una vacanza…

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7 Responses to “Le vacanze dopo le vacanze”

  1. koshka scrive:

    certe vecchie sane abitudini non cambiano mai

  2. squilibrato scrive:

    certo che l’hinterland delle grandi città italiane è una fucina di cervelli facilmente riconoscibili in vacanza: infradito, occhiali da ape maia, tatuaggi tributo all’overstatement (“aho!, ccioe’, è un tribbbale…”), capelli stile aureola-di-maometto-nelle-miniature-ommayyadi, stereo con compilation di m2o comprata da marokko in metro…

  3. bambolescente scrive:

    Nah, non ci siamo squilibrato.
    Niente hinterland, mappa alla mano.
    Niente orde di quindicenni che arrivano in città il sabato pomeriggio.
    Qui si parla dei padroni indiscussi della città, che da almeno un decennio praticano questa oligarchia (che poi vuol dire conoscere tutti, bere gratis ovunque, conoscere la storia dei quartieri, sapere chi è dentro e chi è fuori).
    Milano è piccola. A meno che non si sia stati fino a 30anni con le mani in mano – senza averle mai avute in pasta – i nomi che girano son sempre quelli.
    Quella da te descritta è altra storia.

  4. simone scrive:

    Faglielo sapere.

  5. maia scrive:

    giuro che è tutto vero.
    bambolescente può tornare a casa prima dell’ultimo pezzo ma non dopo l’ultimo bicchiere.
    confermo che, tra i niguardesi, non ce n’è uno che scende dal metro e novantacinque.
    predico che, tornata dalla vacanza, verrà stravolta a chiedere un caffè ma io le dirò : “è quasi ora di cena… gin tonic e frittatina? “

  6. b-side scrive:

    waaa, il salento lo adoro…se mi lanci col paracadute in mezzo a quelle strade senza nome ti so portare ovunque.
    nell’ultimo viaggio dalla sicilia, la mia moto si è rotta e ho fatto il viaggio in treno da Siracusa a Roma con un tipo che si era tatuato “odio le donne e gli sbirri”, ovviamente era fatto ehm…a modo suo. ovviamente l’aveva fatto in carcere, e lo sapevo anche se non mi avesse detto che “il carcere è bello se te lo sai fare”. ovviamente ho dormito con un occhio aperto per tutte e 12 le ore di viaggio.

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