Entries from maggio 2006 ↓

Che i medici senza frontiere l’andassero a pigliare…

“queste per te Laura… sono le famiglie Kuci. Sono i nomadi afgani. In questo periodo si spostano dal basso Afghanistan verso le montagne, quindi verso il Panshir. Lungo tutta la strada da Kabul a qui. Da noi si fermano a riposare un paio di giorni e poi ripartono per le alture. Sono affascinanti. baci. Zuk”
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“dai, Zuk. Adesso basta pirlare, torna qui. La tua dose di espiazione occidentale è data”.

I migliori anni della nostra vita

La verità pura e semplice è che non ci so più fare. Che son passati anni da quando mi interessavo con onestà ormonale al genere maschile. Oggi invece, se parlo di uomini, “sto scherzando” e “è solo una battuta”.
E’ che appuntamenti-letto-relazioni applicati alla realtà diventano una categoria drasticamente ridicola e da rifuggire. Che scappare a gambe levate è la migliore delle pose possibili.
Che la sola idea di baciare chicchessia mi fa venire voglia di un qualsiasi intrattenimento alternativo: tipo riascoltare l’intera discografia di White Snake e Bad English in loop o passare i pomeriggi dando da mangiare ai piccioni.
Che solo con dosi massicce di chetamina potrei non irrigidirmi davanti a un approcio di tipo fisico. Che mi si dovrebbe assestare due ceffoni in piena faccia per convincermi a non battere in ritirata.
Che a me la sera piace addormentarmi stravolta dalla stanchezza, con la faccia tra le pagine di un saggio di Slavoj Zizek. Come pugili dopo un incontro, come gli ultimi sopravvissuti.

Invecchiare bene

appuntino: devo ricordarmi di buttarmi a destra prima dei 30 anni. Aspettare potrebbe voler dire conseguenze drammatiche.

Il senso del blog: fare passi avanti

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laddove la cosa vi sembrasse stupida…
beh, sappiate che ho passato la mattinata a provarci con la sola forza del pensiero
Il senso di questo blog è far fare enormi passi avanti alla sua sciocca tenutaria.

Adesso Facci ti fa un gioco

(…)
Allora. Un professionista è un uomo che conosce bene la sua professione, sei d’accordo?
Bene.
Un uomo molto disponibile è un uomo piuttosto gentile, d’accordo? Ecco. E un intrattenitore, converrai, è un socievole affabulatore. Poi. Sarai d’accordo che un uomo di strada è per definizione un uomo duro e scafato, mentre un uomo pubblico è un uomo famoso che spesso ricopre incarichi di responsabilità, diversamente da un uomo senza morale che è un uomo spregiudicato.
Lasciami finire.
Un uomo facile è un uomo con il quale è semplice rapportarsi, mentre un cortigiano, quando non inteso come leccapiedi, è un uomo che vive presso una corte. Infine. Un massaggiatore è chi fai i massaggi, anzi, come si dice adesso: una kinesiterapia.
Bene, adesso prova a volgere al femminile tutte le espressioni che ti ho appena detto.
Una professionista. Una donna disponibile. Una intrattenitrice. Una donna di strada. Una donna pubblica. Una donna senza morale. Una donna facile. Una cortigiana. Una massaggiatrice. Dimmi come si traduce.

( F. Facci da “Grazia” n.21)
Personalmente, lo adoro quando fa così…

fette di culo a go-go!

Ho visto una stronza (nota ai più come “la mia ex”) con un coltello, un guinzaglio e un cioccolatino. L’ho vista bene e non mi piace per niente. Il tizio (l’ex, certo) che fa delle puntatine tra il letto e il divano di lei mi piace ancora meno.
Lui esiste solo perché è l’ultimo rimasto a darle davvero corda.
A me hanno scassinato la portiera della macchina e sono certa basterebbe una botta ben assestata per sistemarla, io non ho un’autoradio e passo 90′ in macchina ogni giorno, non ho un i-Pod, non so con chi presentarmi al prossimo matrimonio al quale sono stata invitata, dovrei scrivere delle cose per la radio ma non so come si faccia e l’ultima volta che ho fatto sesso se non ricordo male doveva esserci la neve.
In tutto questo io non chiamo il mio ex perché mi venga in soccorso
e ne sono fiera
come l’ultima delle cretine.

Remember the promise you made

La ragazzina ha il vizio di mordersi le labbra quando pensa troppo. In realtà non ha ancora l’età per dei ragionamenti complessi. Le sue sono solo raffiche di fantasie che hanno per tema “quando sarò grande…”.
Lei sta seduta sotto il ciliegio nei giardini di Via Veglia e sfoglia il manuale di orientamento per la scelta della scuola superiore. Ha fatto un’orecchia alla pagina che presenta il Liceo Classico G. Parini di Milano: Buzzati e “La Zanzara” e Tobagi e altre cose che amici più grandi le avevano raccontato. Sa di essere fortunata a poter accedere a tutte quelle informazioni. Sono mesi che partecipa alle conversazioni dei grandi. Le è permesso solo perché uno di loro si è innamorato di lei e lo ha ammesso davanti a tutti, T. compreso. T. (non si chiamava così al tempo) che un giorno le disse “sei un mostro, ragazzina… lascia perdere noi, i libri e i giornali e vai a giocare con le tue amiche”. Lei in quel momento capì che qualcosa non andava in lei, perché T., probabilmente, avrebbe semplicemente voluto baciarla. Fu così che paradossalmente lei smise da quel giorno di vedere le sue amiche.
L’ombra sotto il ciliegio si è spostata, lei si alza. Ora la si può vedere meglio: decisamente troppo donna per i suoi 13 anni. Lo dicono tutti, le malelingue gli ammiratori e anche papà lo pensa.
Il greco antico è una decisione difficile. In una sola settimana ha fatto la prima e la seconda scelta della sua vita.
La seconda è quella più semplice:
- Se domani ti va…io e te, intendo… – lui ha più di vent’anni e forse per questo non sembra convinto di volerlo dire proprio a lei. Ma questo la ragazzina non lo sa.
- Cosa?
- Domani ho la casa libera e allora pensavo…- il ragazzo tiene lo sguardo basso.
- Fantastico! Passo da te domani a pranzo.
Lei gli si aggrappa al collo qualche minuto e poi si infila felice nel portone.
Racconto questo perché proprio questa notte mi e venuto un dubbio. Potrebbe essere successo che lui si sia sentito, allora, o più tardi negli anni, in colpa per qualcosa. Può essere che abbia pensato o pensi ci fosse qualcosa di sbagliato.
Dopo aver preso appuntamento per fare l’amore con il suo ragazzo, lei si infila nel portone e sale a casa. Si mette a tavola con papà ed è certa che questi leggerà i suoi pensieri. Nella testa di lei si sentono risate e musica e battiti e si ripetono solo due cose: “Dio, come sono felice”, “Non so bene come si fa. Pazienza, non sarà un problema.” “Dio, come sono felice”…
Poi ci fu quel pomeriggio confuso con le tapparelle abbassate e in quel disastro lei, stupida, non capiva che non sarebbe mai più stata così bella come in quel momento. Poi ci fu solo confusione e mai più le tapparelle abbassate.
Una cosa che lei ricorda è che lui aveva cucinato per lei. Un uomo era ai fornelli, nervoso, per lei, prima di accompagnarla nel letto. E a lei non sembrava vero.
Delle cose accadute da quel pomeriggio a oggi ne so davvero poco. E me ne scuso.
Lei aveva paura “Io sono sbagliata. Lui adesso mi lascia e allora me ne vado via prima io”. Un giorno lei gli raccontò un fatto e lui non le credette. Se ne andò via prima lei.
Fu così che non si videro più.
Certo, lui negli anni mandò fiori e lettere e citofonò pregando per un qualcosa. Ma lei aveva da fare con i suoi 15 anni, poi fu impegnata con i 17, presissima intorno ai 19 e così via…
Racconto questo perché (se per un caso fortuito quel poco più che ventenne oggi dovesse leggere) io vorrei essere certa di essermi davvero spiegata.
Non c’era niente di male, niente davvero.
Augurerò alle mie figlie “troppo giovani” qualcosa di simile.
Quella storia così sbagliata le ha salvato la vita, tutta quanta la vita intendo. Ne ha cambiato il verso, e nient’altro lo ha più fatto in ugual misura.
Quell’estate lui disse che si sarebbe occupato di lei per sempre.
Sono cose che si dicono.
Non potevo immaginare che lui, in un modo o nell’altro, avrebbe davvero mantenuto la promessa.

european superior soccer skills

La primavera è finita. Forse ho forzato un pò la mano quando mi dicevo fosse iniziata. Stesa nel parco ho visto un mezzo girone, in tutto 4 partite accaldate, e non mi ha fatto nessun effetto.
Mi interessava solo il New York Times. The Birth-Month Soccer Anomaly.

STATISTICA: I migliori giocatori di calcio europei sono nati quasi tutti nei primi mesi dell’anno.

Perché?
Si potrebbero chiamare in causa l’astrologia o la maggiore capacità di ossigeno dei bambini nati in inverno e altre simili idiozie.
La verità è un’altra ed è semplice. Le società sportive giovanili sono costrette a inserire nel regolamento una data di nascita che segna il limite per rientrare in ciascuna categoria. Nelle squadre europee la data è il 31 dicembre. Da ciò deriva all’interno di una stessa squadra la maggiore maturità, predisposizione al training, forza e grandezza dei ragazzi nati tra gennaio e marzo.
Questi, maggiormente seguiti e spinti dalla società stessa, possono diventare dei campioni.

La diffusione del turismo sessuale e il pacifismo

In Chiapas la cosa fondamentale era il turismo.
Gente vestita da campeggiatore hippy, piena di buoni propositi e con un’infinita voglia di scoparsi un qualsivoglia altro turista pari requisiti nel solo locale notturno di San Crostobal. Quel genere di imbecille che crede il Tour-Operating sia il male supremo. “Zaino in spalla e via!” ripetevano soddisfatti a tutti, amici e parenti, nemmeno stessero andando in guerra.
In guerra…
Il turismo era la cintura più importante di quel sistema per cerchi concentrici che era a protezione dell’esercito zapatista. C’erano i villaggi, gli addetti alle comunicazioni e un pò di armi. Ma solo i turisti erano un muro invalicabile. Davanti ai loro occhi non doveva succedere nulla di disdicevole. E così era. Loro non sapevano di essere parte di un sistema di difesa impeccabile. Loro credevano di essere semplicemente in visita in questo o quell’altro villaggio Maya.
Convincerli a seguirti e portarli quindi dove facevano più comodo in quel dato momento era semplice. Prima le donne in viaggio da sole e dietro tutti quanti.
Come romanza ampiamente Michel Houellebecq in “Piattaforma”: il solo turista felice al ritorno da una vacanza è quello che ha fatto sesso. Non c’è monumento o relax o sabbia bianca che tenga.
Adesso ho sonno, finirò magari nei prossimi giorni di spiegare a me stessa, a partire da quanto sopra, come si potrebbero risolvere altri conflitti…

chicK-cocktail

secondo voi mi si nota di più se vado o se ci non vado?
giovedì 11 alle 19:00 al Fiat Cafè della Triennale avrà luogo il Primo Aperitivo (non ufficiale) del Blog di Grazia
Violetta Bellocchio viene di sicuro ma porterà ritardo. Forse la sua è la miglior scelta di stile.