Bambolescente

La vita, il lunedì, l'arte contemporanea e le bombe

Archive for maggio, 2006

Remember the promise you made

La ragazzina ha il vizio di mordersi le labbra quando pensa troppo. In realtà non ha ancora l’età per dei ragionamenti complessi. Le sue sono solo raffiche di fantasie che hanno per tema “quando sarò grande…”.
Lei sta seduta sotto il ciliegio nei giardini di Via Veglia e sfoglia il manuale di orientamento per la scelta della scuola superiore. Ha fatto un’orecchia alla pagina che presenta il Liceo Classico G. Parini di Milano: Buzzati e “La Zanzara” e Tobagi e altre cose che amici più grandi le avevano raccontato. Sa di essere fortunata a poter accedere a tutte quelle informazioni. Sono mesi che partecipa alle conversazioni dei grandi. Le è permesso solo perché uno di loro si è innamorato di lei e lo ha ammesso davanti a tutti, T. compreso. T. (non si chiamava così al tempo) che un giorno le disse “sei un mostro, ragazzina… lascia perdere noi, i libri e i giornali e vai a giocare con le tue amiche”. Lei in quel momento capì che qualcosa non andava in lei, perché T., probabilmente, avrebbe semplicemente voluto baciarla. Fu così che paradossalmente lei smise da quel giorno di vedere le sue amiche.
L’ombra sotto il ciliegio si è spostata, lei si alza. Ora la si può vedere meglio: decisamente troppo donna per i suoi 13 anni. Lo dicono tutti, le malelingue gli ammiratori e anche papà lo pensa.
Il greco antico è una decisione difficile. In una sola settimana ha fatto la prima e la seconda scelta della sua vita.
La seconda è quella più semplice:
- Se domani ti va…io e te, intendo… – lui ha più di vent’anni e forse per questo non sembra convinto di volerlo dire proprio a lei. Ma questo la ragazzina non lo sa.
- Cosa?
- Domani ho la casa libera e allora pensavo…- il ragazzo tiene lo sguardo basso.
- Fantastico! Passo da te domani a pranzo.
Lei gli si aggrappa al collo qualche minuto e poi si infila felice nel portone.
Racconto questo perché proprio questa notte mi e venuto un dubbio. Potrebbe essere successo che lui si sia sentito, allora, o più tardi negli anni, in colpa per qualcosa. Può essere che abbia pensato o pensi ci fosse qualcosa di sbagliato.
Dopo aver preso appuntamento per fare l’amore con il suo ragazzo, lei si infila nel portone e sale a casa. Si mette a tavola con papà ed è certa che questi leggerà i suoi pensieri. Nella testa di lei si sentono risate e musica e battiti e si ripetono solo due cose: “Dio, come sono felice”, “Non so bene come si fa. Pazienza, non sarà un problema.” “Dio, come sono felice”…
Poi ci fu quel pomeriggio confuso con le tapparelle abbassate e in quel disastro lei, stupida, non capiva che non sarebbe mai più stata così bella come in quel momento. Poi ci fu solo confusione e mai più le tapparelle abbassate.
Una cosa che lei ricorda è che lui aveva cucinato per lei. Un uomo era ai fornelli, nervoso, per lei, prima di accompagnarla nel letto. E a lei non sembrava vero.
Delle cose accadute da quel pomeriggio a oggi ne so davvero poco. E me ne scuso.
Lei aveva paura “Io sono sbagliata. Lui adesso mi lascia e allora me ne vado via prima io”. Un giorno lei gli raccontò un fatto e lui non le credette. Se ne andò via prima lei.
Fu così che non si videro più.
Certo, lui negli anni mandò fiori e lettere e citofonò pregando per un qualcosa. Ma lei aveva da fare con i suoi 15 anni, poi fu impegnata con i 17, presissima intorno ai 19 e così via…
Racconto questo perché (se per un caso fortuito quel poco più che ventenne oggi dovesse leggere) io vorrei essere certa di essermi davvero spiegata.
Non c’era niente di male, niente davvero.
Augurerò alle mie figlie “troppo giovani” qualcosa di simile.
Quella storia così sbagliata le ha salvato la vita, tutta quanta la vita intendo. Ne ha cambiato il verso, e nient’altro lo ha più fatto in ugual misura.
Quell’estate lui disse che si sarebbe occupato di lei per sempre.
Sono cose che si dicono.
Non potevo immaginare che lui, in un modo o nell’altro, avrebbe davvero mantenuto la promessa.

european superior soccer skills

La primavera è finita. Forse ho forzato un pò la mano quando mi dicevo fosse iniziata. Stesa nel parco ho visto un mezzo girone, in tutto 4 partite accaldate, e non mi ha fatto nessun effetto.
Mi interessava solo il New York Times. The Birth-Month Soccer Anomaly.

STATISTICA: I migliori giocatori di calcio europei sono nati quasi tutti nei primi mesi dell’anno.

Perché?
Si potrebbero chiamare in causa l’astrologia o la maggiore capacità di ossigeno dei bambini nati in inverno e altre simili idiozie.
La verità è un’altra ed è semplice. Le società sportive giovanili sono costrette a inserire nel regolamento una data di nascita che segna il limite per rientrare in ciascuna categoria. Nelle squadre europee la data è il 31 dicembre. Da ciò deriva all’interno di una stessa squadra la maggiore maturità, predisposizione al training, forza e grandezza dei ragazzi nati tra gennaio e marzo.
Questi, maggiormente seguiti e spinti dalla società stessa, possono diventare dei campioni.

La diffusione del turismo sessuale e il pacifismo

In Chiapas la cosa fondamentale era il turismo.
Gente vestita da campeggiatore hippy, piena di buoni propositi e con un’infinita voglia di scoparsi un qualsivoglia altro turista pari requisiti nel solo locale notturno di San Crostobal. Quel genere di imbecille che crede il Tour-Operating sia il male supremo. “Zaino in spalla e via!” ripetevano soddisfatti a tutti, amici e parenti, nemmeno stessero andando in guerra.
In guerra…
Il turismo era la cintura più importante di quel sistema per cerchi concentrici che era a protezione dell’esercito zapatista. C’erano i villaggi, gli addetti alle comunicazioni e un pò di armi. Ma solo i turisti erano un muro invalicabile. Davanti ai loro occhi non doveva succedere nulla di disdicevole. E così era. Loro non sapevano di essere parte di un sistema di difesa impeccabile. Loro credevano di essere semplicemente in visita in questo o quell’altro villaggio Maya.
Convincerli a seguirti e portarli quindi dove facevano più comodo in quel dato momento era semplice. Prima le donne in viaggio da sole e dietro tutti quanti.
Come romanza ampiamente Michel Houellebecq in “Piattaforma”: il solo turista felice al ritorno da una vacanza è quello che ha fatto sesso. Non c’è monumento o relax o sabbia bianca che tenga.
Adesso ho sonno, finirò magari nei prossimi giorni di spiegare a me stessa, a partire da quanto sopra, come si potrebbero risolvere altri conflitti…