Bambolescente

La vita, il lunedì, l'arte contemporanea e le bombe

A ciascuno il suo viaggio. Fate silenzio.

Decidi di partire per la Malesia piuttosto che per Lisbona. C’è sempre quello che ti fa “Ah, io ci sono stato, devi assolutamente andare/fare/passare da…”
Sono quelli che vorrebbero tu ricalcassi il loro viaggio. Che incontrassi lo stesso “personaggio incredibile” e la stessa “ragazza bellissima” e che ti spalmassi proprio su “quella spiaggia da favola”.
Giorni fa ho sentito per coincidenza parlare di una persona della quale io non parlo. Non ne parlo perché, per quanto possibile, la tengo per me. La tengo per me soprattutto al mattino, quando difficilmente riesco a pensare ad altro.
E mi sono convinta che sentire parlare di lui è una cosa che non mi piace affatto. Sentire stralci di “So per certo che lui…” o “E’ amico del fidanzato di… che mi diceva che…”.
Mi sono allontanata dalla conversazione e ho finto di prepararmi un caffè.
Che è come quando ti raccontano il viaggio che vorresti fare. E ti vien voglia di turarti le orecchie e, semplicemente, partire.

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5 Responses to “A ciascuno il suo viaggio. Fate silenzio.”

  1. spad scrive:

    come si finge di prepararsi il caffé?.. fai rumore con la bocca?

  2. Emanuela scrive:

    meglio perdersi

  3. laura c scrive:

    mi allontano dando le spalle
    vado alla macchinetta e conto le bustine di zucchero e i filtri, faccio girare tra le mani i cucchiaini di plastica e mi trastullo un bicchierino tra le mani. Poi esco in giardino con in mano lo stesso bicchierino vuoto, che di caffè ne ho già presi troppi

  4. laura c scrive:

    già, sono del tuo stesso parere Emanuela
    e in entrambi i casi descritti sopra.

  5. Noeyalin scrive:

    E’ istinto naturale, penso, custodirsi i ricordi – quelli passati e quelli da costuirsi – le idee e i pensieri di qualcosa/qualcuno.

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