A ciascuno il suo viaggio. Fate silenzio.
giugno 5th 2006 Posted at Vecchissimo blog
5 commenti
Decidi di partire per la Malesia piuttosto che per Lisbona. C’è sempre quello che ti fa “Ah, io ci sono stato, devi assolutamente andare/fare/passare da…”
Sono quelli che vorrebbero tu ricalcassi il loro viaggio. Che incontrassi lo stesso “personaggio incredibile” e la stessa “ragazza bellissima” e che ti spalmassi proprio su “quella spiaggia da favola”.
Giorni fa ho sentito per coincidenza parlare di una persona della quale io non parlo. Non ne parlo perché, per quanto possibile, la tengo per me. La tengo per me soprattutto al mattino, quando difficilmente riesco a pensare ad altro.
E mi sono convinta che sentire parlare di lui è una cosa che non mi piace affatto. Sentire stralci di “So per certo che lui…” o “E’ amico del fidanzato di… che mi diceva che…”.
Mi sono allontanata dalla conversazione e ho finto di prepararmi un caffè.
Che è come quando ti raccontano il viaggio che vorresti fare. E ti vien voglia di turarti le orecchie e, semplicemente, partire.
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come si finge di prepararsi il caffé?.. fai rumore con la bocca?
meglio perdersi
mi allontano dando le spalle
vado alla macchinetta e conto le bustine di zucchero e i filtri, faccio girare tra le mani i cucchiaini di plastica e mi trastullo un bicchierino tra le mani. Poi esco in giardino con in mano lo stesso bicchierino vuoto, che di caffè ne ho già presi troppi
già, sono del tuo stesso parere Emanuela
e in entrambi i casi descritti sopra.
E’ istinto naturale, penso, custodirsi i ricordi – quelli passati e quelli da costuirsi – le idee e i pensieri di qualcosa/qualcuno.