Bambolescente

La vita, il lunedì, l'arte contemporanea e le bombe

Niente può farmi davvero del male

L’intelligenza è la distanza tra chi eri destinato ad essere e chi sei diventato. Tra quello che altri sognavano per te e l’aderenza al sogno. E’ uguale a x meno tuo padre. E’ la misura di quanto si sono smussati gli spigoli con i quali sei venuto su. Ed è ordine ed è difficile.
Non ero destinata ad alcuna forma di fantasia o pietà. Tanto meno di dolcezza. E questo disamore che non provo, che non riesco a trovare in niente, è la lezione di mio padre che non avevo ancora imparato. E’ una lezione sulla dedizione.
Pertanto, diventare bella e non muovermi di un centimetro dalla voglia di vedere lui,
è la cosa più intelligente che io possa fare.
Perché l’intelligenza in realtà non ha niente a che fare con l’istinto di sopravvivenza.
Vorrei solo che qualcuno, più intelligente di me, mi dicesse se ha davvero senso, o se sto sbagliando tutto.

Il cavaliere: Chiediglielo. Lei è lì. Che cosa aspetti?

Cyrano: No. Sto prendendo il tempo di quanto posso stare senza respirare.
Il cavaliere: E quanto è passato da quando trattieni il fiato?
Cyrano: Ormai sembra un secolo.
Il cavaliere: Io però ti vedo respirare, a volte anche sospirare.
Cyrano: Faccio solo finta. Sollevo il petto e socchiudo la bocca.
Il cavaliere: E quanto durerà ancora?
Cyrano: Domani, domani passa.
Il cavaliere: Questa frase la ripeti ormai da settimane e settimane.
Cyrano: Lo so bene. Sto tenendo il tempo
Il cavaliere: E quando finalmente le parlerai cosa le dirai esattamente?
Cyrano: Che non c’è niente che lei possa fare per farmi del male. Davvero.

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