Rincasando pensavo di trascinarmi a letto a leggere il giornale di ieri (tanto per stare q.b. sulla notizia). Resisto al sonno e mi siedo in studio dove trovo questo messaggio:
In riunione mi stava prendendo il panico a un certo punto e io ti guardo, lì, solida come una roccia. Sorridente, gentile, ferma. Fa niente se stavi pensando ad altro, giuro, non si vedeva. Sei una vera sicurezza. Se penso a quanto sei svitata, o che sei la stessa che ripeteva in loop “sono campione del mondo” proprio non ci credo, ma questo è quanto: arrendersi di fronte all’evidenza.
E io inizio a riconoscermi, a trovare finalmente il controllo, dopo tanti mesi passati a perderlo. E a fine giornata ci sono le stesse cose di sempre: sicurezza, gratitudine e sorpresa. E c’è quella facilità che avevo dimenticato.
Per un momento risento la mia voce – in questo chiacchiericcio che da tempo mi ripete “il lavoro è lavoro” – che finalmente risponde “non dite cazzate!”.
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