Bambolescente

La vita, il lunedì, l'arte contemporanea e le bombe

Archive for luglio, 2006

Io sono tutta da rifare

Non sapevo perché, ma quando ero bambina non c’erano femmine in casa a spiegarmi come si comporta una signorina, come ci si tiene e come ci si trattiene. Ho usato allora tutto quello che era rimasto a mia disposizione per ovviare il problema. E temo di essere finita irrimediabilmente fuori strada e fuori moda. Per prima cosa ho iniziato a studiare i manuali di ricamo e di sartoria datati anni ’60. Nei volumi alti quanto me qualcuno aveva raccolto tra le pagine i cartamodelli in ordine di stagione. Non c’era sempre stoffa, li realizzavo quindi il più delle volte con ago e filo e carta da regalo, e così ogni abito finiva col sembrare quello della segretaria di Babbo Natale. Presto queste dispense di cucito sono misteriosamente sparite dagli scaffali. Sono quindi passata senza pormi troppe domande ai libri di cucina e ne ho imparati a memoria parecchi, altri per precauzione li trascrivevo su dei quaderni, prima che mi venissero sottratti anch’essi. Non ho mai bruciato la cucina e ho imparato a chiedere “cosa vuoi per cena?”.

E così ora mi trovo ad essere una signorina tutta da rifare.
Ancora oggi non so perché non ci fossero femmine in casa, non ho più domandato.

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La foto è di Moira Ricci

Re: tanto sei morto caro il mio BASQUIAT!

VI INVITO A VEDERLO/RIGUARDARLO ALLA LUCE DI TUTTO CIO’

Basquiat (1996) regia di Julian Schnabel
sottotitolo: Operazione Geniale: quando a un pittore sta sulle palle l’altro ma poi uno dei due muore e quello che rimane in vita allora alla prima occasione gli dedica un film biografico che è una presa per il culo.
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- 80es – Agli artisti della generazione di Schnabel e Basquiat è andata benone (altro che sedia impagliata ad Arles!). Un nuovo giovane (come non mai) collezionismo fatto di pargoli di Wall Street insieme agli scandali dei Party newyorchesi riportati in prima pagina, diedero al divismo del pittore arrivista (Schnabel) del graffitaro rintronato (sì, Basquiat) man forte.
- 90es – A Schnabel non solo interessa portare un film in sala – tentazione alla quale hanno ceduto altri artisti come Robert Longo (Johnny Mnemonic), David Salle (Search and Destroy) e Cindy Sherman (Office Killer) – lui vuole autocelebrarsi e impiaccistrarsi di tanta gioia. Lo fa attraverso la storia contraffatta di Basquiat. Quest’ultimo, non a caso, sembra non avesse una grande opinione del pittore e dubito lo avrebbe mai scelto come biografo.
E di qui lo smacco:
Schnabel è onnipresente: Gary Oldman interpreta Albert Milo, un personaggio ricalcato sullo stesso Schnabel. L’appartamento/studio di Milo è lo spazio per una retrospettiva del regista, alcuni suoi enormi quadri coprono le pareti e si guadagnano lunghe inquadrature. Molte delle opere di Basquiat sono state riprodotte dalla mano del regista con divertiti interventi personali. In una delle scene dove Basquiat e Warhol collaborano alla Factory, sulle pareti si vedono parecchi silk-screen che ritraggono un giovane Schnabel in ottima forma (lavori che chiaramente Warhol non ha mai realizzato)…
Basquiat, in tutto questo, si droga e muore. Null’altro.
Il risultato è che Schnabel è un genio del crimine. E fa quadri bellissimi.

non è il sequel di ‘Altrimenti ci arrabbiamo’

Due artisti presentano un film dedicato al calcio. L’attempato bullo di Marsiglia è solo il pretesto.
17 camere sono concentrate su Zinédine Zidane durante Real Madrid-Villareal.
ZIDANE, UN PORTRAIT DU 21e SIÈCLE
Francia/Islanda, 2006
Scritto e diretto da: Douglas Gordon et Philippe Parreno
Fotografia : Darius Khondji (uno tra i migliori al mondo)
Musiche originali : Mogwai
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D. Gordon, “Self-portrait as Kurt Cobain, as Andy Warhol, as Myra Hindley, as Marilyn Monroe”, 1996.