Bella, Amore. Chiamami con uno di quei vezzeggiativi che usi con quelle delle quali non devi ricordare il nome. Uno di quelli che si sfoderano per le segretarie con o senza pizzicotto. Oppure, meglio ancora, chiamami zucchero, poi con un dito fai segno “piegati” e dammi un ordine qualsiasi.
Chiamami con uno schiocco di dita, o colpendo col palmo il bordo del letto, usa un gesto per dirmi “vieni” e poi trovane uno per dirmi “vattene”. Puoi farlo anche senza guardarmi, distrattamente. Starò attenta io ad ogni cenno, pronta ad essere puntuale e a dire sempre sì.
Hai il permesso di chiamarmi piccola quando mi dici “dimmelo se ti sto facendo male”.
E quando ti sarai finalmente dimenticato il mio nome io ti sarò grata.
Entries from settembre 2006 ↓
Chiamami Zucchero
settembre 29th, 2006 — orifizio lato A
Pink Tool
settembre 18th, 2006 — orifizio lato A
Mi è arrivato un regalo da New York.
E’ un libro da colorare – la maestrina si chinava amorevole sul banco per sussurrarti all’orecchio: “Rimani negli spazi, non uscire dai margini piccolo idiota!” - senza regole e senza fare troppo affidamento sulla vostra memoria visiva.
S’intitola Cunt Coloring Book e potete trovarlo qui oppure qui.
Pennarelli a punta grossa. Lo scopo è ghiacciarle, ammalarle, cancellarle, pietrificarle. Fatele piangere, sanguinare, parlare. Questo è quello che mi ha suggerito l’amico psichiatra appena rientrato dalla Grande Mela. Un cretino.



Gentile Concessione dell’Artista
settembre 12th, 2006 — orifizio lato A
Da quando ho capito di essere una blogger erotica non riesco a pensare ad altro che al fisting anale.
Ho quindi ripercorso la mia vita con gli occhi di un tipico avventore grasso e yuppy del cinema PussyCat.
E ho compreso che tutta la pornografia ha diritto ad almeno un raffinato intellettuale, critico riguardoso del trash, che ne giustifichi la portata culturale. E che, a sua volta, il suddetto raffinato intellettuale, ha diritto, almeno una volta nella vita, a una pornodiva sul genere slandrona.La copertina della mia tesi di laurea (giuro) dal titolo “Le vittime dell’autoscatto. Uno studio in memoria dei caduti dell’esibizionismo d’Avanguardia”.
MANUALE PER NON PIU’ GIOVINETTE /1
settembre 9th, 2006 — appunti
LEssON oNE
LE BUONE MANIERE A TAVOLA (*)
FRASI DA NON DIRE (mai più!) NEI PRIMI MINUTI DEL PRIMO APPUNTAMENTO :1. Dopo il dolce, magari saliamo da me a prenderci reciprocamente in bocca qualsiasi arto, orpello vivo o brandello di carne possa entrare tra la lingua e i denti. Ti va?
2. Mi piacerebbe conversare con te e sentirti raccontare dei tuoi record da casello a casello, e di quanto un apneista sappia stare sott’acqua senza respirare e di quale sia e di quanto duri effettivamente la canzone più breve della storia (You Suffer dei Napalm Death non arriva a 2”, io sostengo). Ti spiacerebbe però rimandare a un’altra volta? Adesso vorrei solo tu allungassi in silenzio una mano sotto il tavolo, giusto per misurare il tempo che impiego a bagnarmi gli slip.
3. Si sta proprio bene in questo ristorante. Se tu fossi nudo e già sudato mi ci troverei come a casa.
4. Se voglio un sorbetto? Vorrei che tu mi mettessi nel letto per salirmi poi sulla schiena, e di lì fare quel che ti va. E se quel che ti va mi facesse un po’ male te ne sarei grata. Volentieri, il sorbetto dico.
*Apprendere la giusta posa e il contegno in occasione di un formale invito a cena da parte d’un gentiluomo. Ovvero: come diventare frigide, lungimiranti e senza troppe fantasie. Proprio come si addice ad una signorina in età da marito.
Postcard from Hell
settembre 1st, 2006 — Senza categoria
tu continua a sorridere,
ti crederanno in vacanza su una bella spiaggia

