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30.11.06
Siamo strani animali, con le braccia lunghe
Ci devono essere delle priorità nella vita. La mia è, volente o nolente, quella di verificare che chi mi sta vicino stia respirando nel sonno. Mi sveglio per il rumore degli zoccoli dell'infermiere che passa in corridoio. Immagino di essere in collegio e faccio finta di dormire, anche quando entra nella stanza, arriva al mio letto, poi ci ripensa e torna indietro. Io sono in collegio e non devo farmi scoprire. La tizia del letto 56 sarebbe un ottimo palo per la fuga, è rigida, ha la schiena bloccata da una specie di morsetto che la ancora al letto come una sirena a prua. Un neon blu si fa strada dalla finestra e fissa la scritta "O No" sul pavimento lucido. Mi piacciono le lenzuola rigide, appena stirate in tintoria, però le lascio, devo proprio fare questa cosa. Scivolo fuori dal letto e trovo ai miei piedi delle pantofole, non ne calzo da decenni, mi piacciono. Mi servono a fare silenzio mentre mi avvicino al letto numero 56. La tizia respira, me ne assicuro. Allora torno nel mio letto e cerco di capire meglio a cosa si riferisca, cosa voglia dire quel messaggio: "O No".
And I find it kind of funny I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
Posted by Bambolescente at 13:19 | Comments (13) | TrackBack
15.11.06
Saremo due per ognuno di voi, come ad Alcatraz
Stasera Macchiaradio Senza un Perché dalle 21 qui
In studio: Violetta Bellocchio, Matteo Bordone, Laura Carcano, Francesco Cataldo, Lorenzo De Marinis, Carlo Giuseppe Gabardini, Gaia Giordani, Paolo Madeddu, Ilaria Mazzarotta, Gianluca Neri, Simone Tolomelli. Come dice Madeddu facendo due conti sul numero di ascoltatori: Saremo due per ognuno di voi, come ad Alcatraz.
Posted by Bambolescente at 11:49 | Comments (16) | TrackBack
pardon, due calici di cazzi miei (vedere il bicchiere mezzo pieno)
Ho quasi 30 anni e ho smesso di bermi puttanate. Ho iniziato, in compenso, a fingere di essermele bevute.
E ieri sera mi ha riempito almeno due bicchieri.
Se le orecchie strabuzzassero oggi avrei due enormi parabole rosee ai due lati della faccia. Ma i padiglioni auricolari ascoltano e non reagiscono, però risuonano e, stamattina a casa sua, ripetevano in un coro polifonico “Ma che ci faccio qui io? Mi vedesse mio padre si vergognerebbe di me…”.
Perché io sono una principessina cazzutissima e tu no. E tu nemmeno lo sai.
E allora da mio padre ci vado, per farmi guardare da capo a piedi, per sapere cosa mi si legge in faccia. Ci vado subito da papà, a farmi ricordare come si fa trattare una principessina cazzutissima e a farmi prestare la sua pistola, che non si sa mai.Primo flute: Stai tentando di dirmi che mi hai scopata per due ore consecutive perché hai trovato piacevole la nostra conversazione di prima a tavola? Così hai appena detto. Il nostro bel parlare di dieci minuti scarsi avrebbe solidamente eretto l’affare per poi invogliarti a giocare di sciabola tutta sera? Certo, se riesci a convincerti tu di una simile cazzata perché non dovrei riuscirci io che sono molto più elastica di te?
Pesante bicchiere da cognac: Vuoi sapere con quanti altri sono stata a letto da quando vedo te? Ma che bella domanda! Come dici? Ah, è solo una curiosità, la cosa non ti riguarda personalmente. Capisco. Non serve per caso a soppesare l’altro piatto della bilancia sul quale stanno stese quelle scimmiette che ti porti o vorrai portare nel letto? No, certo. Ecco, mio padre ti spaccherebbe quella faccia da moccioso se ti sentisse e sarebbe, invero, uno spettacolo sublime. Ma quasi dimenticavo: non servirebbe, ho io la sua pistola.
E la risposta è 42.*
[*]Se togli quei pochi giorni nei quali ti avevo lasciato perché mi avevi domandato con quanti uomini io stessi andando a letto, invece, la risposta è 0.
Lasciatelo dire, nel perdermi, sei diverso da ogni altro uomo,
sei geniale, tu, nel farlo
e, insieme, mille volte più stupido....
Posted by Bambolescente at 11:19 | Comments (7) | TrackBack
