Siamo strani animali, con le braccia lunghe
novembre 30th 2006 Posted at Vecchissimo blog
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Ci devono essere delle priorità nella vita. La mia è, volente o nolente, quella di verificare che chi mi sta vicino stia respirando nel sonno.
Mi sveglio per il rumore degli zoccoli dell’infermiere che passa in corridoio. Immagino di essere in collegio e faccio finta di dormire, anche quando entra nella stanza, arriva al mio letto, poi ci ripensa e torna indietro. Io sono in collegio e non devo farmi scoprire. La tizia del letto 56 sarebbe un ottimo palo per la fuga, è rigida, ha la schiena bloccata da una specie di morsetto che la ancora al letto come una sirena a prua. Un neon blu si fa strada dalla finestra e fissa la scritta “O No” sul pavimento lucido. Mi piacciono le lenzuola rigide, appena stirate in tintoria, però le lascio, devo proprio fare questa cosa. Scivolo fuori dal letto e trovo ai miei piedi delle pantofole, non ne calzo da decenni, mi piacciono. Mi servono a fare silenzio mentre mi avvicino al letto numero 56. La tizia respira, me ne assicuro. Allora torno nel mio letto e cerco di capire meglio a cosa si riferisca, cosa voglia dire quel messaggio: “O No”.
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had