Tre: Ostuni e Skyros
marzo 2nd 2007 Posted at Vecchissimo blog
10 commenti
Ostuni o Skyros, china bianca e verde, caffè e biro su carta.
Lo ho disegnato dopo aver letto questo, che è parte di “Le sei città delle mie tre vite” scritto da Babsi Jones.
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Se solo potessi trovare, confrontare e prenotare tutti i voli low cost con partenza da Milano. Se solo potessi andare dal teatro oltre il teatro. Se solo potessi diventare seduttivo e persuasivo. Se solo potessi essere riconosciuto automaticamente ed utilizzare i miei dati su questo weblog. Se ….
Lele: …e? mi sto divorando un sacchetto di pop corn in attesa del finale…
Ma disegni anche su commissione, Laura?
spiegami, quantifica e salda. poi se ne può parlare
Dai reffi orbenti
ai mefuli irsuti
sulla linea di
cherse pennute dai
boffi inerti
spio
il meroppo dai floffi carnosi
Mentre tu
mai affreolata
ortifaghi
le mie
perdute
neole
ma chi ti si cchiu brafa di me? facimm che tu disigni y io scrif un test x la tua mostra?
no marioski, che poi si capisce che scrivi meglio di me.
non una parola esca dalla tua matita!
“Salda”????
Donna materialista e venale!!!!
è bello sapere di non essere soli
http://www.boh.it
Laura propongo di chiedere subito lo stand allo SMAU!
Io porterò una maglietta con scritto “Informazioni”
Uh! Scusa la dissertazione ma sono capitato qui dopo un po’ che non pascolavo per blog e siti e ho visto questi disegni e non ho resistito … DOVEVO COMMENTARE!! COMMENTANDUM ERAT OBBLIGATORIUM!! (Ed evviva la Cuttura!!)

Quanta solitudine che c’è in quei disegni.
Vi si scorge una voglia di amare… regna però padrone un profondo senso di solitudine. Quasi la stanchezza del tempo che appassisce nel vuoto dei silenzi. L’infanzia che passa veloce verso la fanciullezza per raggiungere l’età adulta con una perenne voglia, rossa, d’estate.
Restano i segni della solitudine post notturna, oltre un quasi muro cimiteriale, oltre scatoloni pieni dei sogni dell’infanzia che scappano: scarpe … scarpe senza piedi … scarpe senza persona … dov’è la persona? Che ne è stato di lei? Mi fermo a pensare alla Persona. Si, qui c’è “disegni” … ma la “caviglia”? La caviglia n’dove è?
La persona sembra svanita, sola, lontana dalla sua essenza o meglio sembra nascondersi e stracciarsi i vestiti, denudandosi ricercardo quella sua essenza e … per la prima volta (the first, come la birra, time, appare, luminosa, in uno sguardo triste e solo, pieno della carezza della vita che sembra cercare di auto-alimnentare. Beve la First la biRa (glu – glu – glu ) esce dal bar … si da di colpo al sesso avinizzato per poi … di nuovo snavire … fantasma tra le opere mute, sangue rosso di corallo che cresce sulla terra dal mare.
Vabbuò my cavolat are scripta sunt (tautologism iuWat! attent alla bollett!)
scusa il comment ma mi piaceva passare e dare un saluto, come a volte ero solito un tempo quando ero più presente in rete.