Bambolescente

La vita, il lunedì, l'arte contemporanea e le bombe

Tre: Ostuni e Skyros

ostuni-bassa.jpg
Ostuni o Skyros, china bianca e verde, caffè e biro su carta.
Lo ho disegnato dopo aver letto questo, che è parte di “Le sei città delle mie tre vite” scritto da Babsi Jones.

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10 Responses to “Tre: Ostuni e Skyros”

  1. Lele scrive:

    Se solo potessi trovare, confrontare e prenotare tutti i voli low cost con partenza da Milano. Se solo potessi andare dal teatro oltre il teatro. Se solo potessi diventare seduttivo e persuasivo. Se solo potessi essere riconosciuto automaticamente ed utilizzare i miei dati su questo weblog. Se ….

  2. bambolescente scrive:

    Lele: …e? mi sto divorando un sacchetto di pop corn in attesa del finale…

  3. velenero scrive:

    Ma disegni anche su commissione, Laura?

  4. bambolescente scrive:

    spiegami, quantifica e salda. poi se ne può parlare :)

  5. Lele scrive:

    Dai reffi orbenti
    ai mefuli irsuti
    sulla linea di
    cherse pennute dai
    boffi inerti
    spio
    il meroppo dai floffi carnosi
    Mentre tu
    mai affreolata
    ortifaghi
    le mie
    perdute
    neole

  6. marioski scrive:

    ma chi ti si cchiu brafa di me? facimm che tu disigni y io scrif un test x la tua mostra?

  7. bambolescente scrive:

    no marioski, che poi si capisce che scrivi meglio di me.
    non una parola esca dalla tua matita!

  8. velenero scrive:

    “Salda”????
    Donna materialista e venale!!!! :)

  9. Lele scrive:

    è bello sapere di non essere soli
    http://www.boh.it
    Laura propongo di chiedere subito lo stand allo SMAU!
    Io porterò una maglietta con scritto “Informazioni”

  10. Ettorre (G.) scrive:

    Uh! Scusa la dissertazione ma sono capitato qui dopo un po’ che non pascolavo per blog e siti e ho visto questi disegni e non ho resistito … DOVEVO COMMENTARE!! COMMENTANDUM ERAT OBBLIGATORIUM!! (Ed evviva la Cuttura!!)
    Quanta solitudine che c’è in quei disegni.
    Vi si scorge una voglia di amare… regna però padrone un profondo senso di solitudine. Quasi la stanchezza del tempo che appassisce nel vuoto dei silenzi. L’infanzia che passa veloce verso la fanciullezza per raggiungere l’età adulta con una perenne voglia, rossa, d’estate.
    Restano i segni della solitudine post notturna, oltre un quasi muro cimiteriale, oltre scatoloni pieni dei sogni dell’infanzia che scappano: scarpe … scarpe senza piedi … scarpe senza persona … dov’è la persona? Che ne è stato di lei? Mi fermo a pensare alla Persona. Si, qui c’è “disegni” … ma la “caviglia”? La caviglia n’dove è? :)
    La persona sembra svanita, sola, lontana dalla sua essenza o meglio sembra nascondersi e stracciarsi i vestiti, denudandosi ricercardo quella sua essenza e … per la prima volta (the first, come la birra, time, appare, luminosa, in uno sguardo triste e solo, pieno della carezza della vita che sembra cercare di auto-alimnentare. Beve la First la biRa (glu – glu – glu ) esce dal bar … si da di colpo al sesso avinizzato per poi … di nuovo snavire … fantasma tra le opere mute, sangue rosso di corallo che cresce sulla terra dal mare.
    Vabbuò my cavolat are scripta sunt (tautologism iuWat! attent alla bollett!) :)
    scusa il comment ma mi piaceva passare e dare un saluto, come a volte ero solito un tempo quando ero più presente in rete.

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