Bambolescente

La vita, il lunedì, l'arte contemporanea e le bombe

Archive for marzo, 2007

Tre: Ostuni e Skyros

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Ostuni o Skyros, china bianca e verde, caffè e biro su carta.
Lo ho disegnato dopo aver letto questo, che è parte di “Le sei città delle mie tre vite” scritto da Babsi Jones.

La questione di Bordone al Centro Sarca

Questa è televisione.
E io penso subito che sia il presupposto che le scuse siano completamente sbagliate. Il Centro Commerciale non è un luogo piacevole, è funzionale. La gente che va al centro commerciale torna a casa la domenica sera con i bambini addormentati sul sedile posteriore e il bagagliaio pieno di borse da scaricare. Stravolti, maledicono il momento in cui hanno messo piede fuori di casa.
Ma, va fatto.
Ti tengono al sicuro i pargoli sovreccitati, gratis e per tutto il tempo che vuoi, tra palline di plastica a giocare con altri mocciosi. Ci trovi sia il manico per il Mocio che ti si è rotto, sia le mozzarelle light che la grande adesso si è messa in testa di dimagrire. Compri in offerta la nave de I Pirati dei Carabi che tra solo tre mesi il piccolo mi compie sei anni. All’uscita mia moglie compra un pollo allo spiedo di Paolino che con la fatica che fa almeno la domenica evita di mettersi ai fornelli.
Il vero snobismo sta nel pensare che a loro piaccia, a me proprio no.
Non piace a nessuno.
Credere di avere buon gusto o di saper gustare la vita. Farne una questione di Gusto: ecco, questo proprio lo trovo insostenibile.
Il kitsch (che non è trash: significa popolare, comune ai più) è fatto soprattutto di esigenze pratiche, non di cattivo gusto. La statuetta segnatempo che vendono sulla passeggiata al lungomare costa poco, la compro in fretta, tenendo un gelato nell’altra mano e sarà un souvenir apprezzato da quei rincoglioniti dei miei suoceri.
Anche se non mi piace, mi serve.

Il kitsch è funzionale: risolve una vita di merda. Non connota una vita di merda.

Due: Londra

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Londra, china bianca e rossa, caffè e biro su carta.
Lo ho disegnato dopo aver letto questo, che è parte di “Le sei città delle mie tre vite” scritto da Babsi Jones.