3/ I capezzoli: dai ciribiciaccolini al cloasma gravidico
giugno 27th 2007 Posted at Vecchissimo blog
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Le donne parlano poco dei loro capezzoli. Citano spesso la massa delle tette, discutono sempre del sedere, a volte del loro ombelico, parecchio di unghie, ma mai dei capezzoli. La sola risposta che trovo a questa osservazione – una volta esclusi discrezione e imbarazzo – è che sono un punto debole, che a tutte piace farseli toccare e che solo a parlarne mandano quindi in agitazione.
1989 – Io stavo seduta davanti a masticare il Travelgum, in maniera da poter correre veloce, con una mano premuta sulla bocca, a dare un malrovescio all’autista perché accostasse per farmi scendere. Avevo fatto anche la coda di cavallo quella mattina, per non vomitarmi sui capelli.
All’estremità opposta del pullman c’era Doriana che aveva già le tette, e a me parevano enormi. Al tempo avevamo tutte i capezzoli rosa, di un colore così bello che mica potevi chiamarlo color carne. Poi da adulte ti tocca anche il cloasma gravidico, così si chiama quella sferzata di melanociti che fa diventare scuri anche i capezzoli se ti fai mettere incinta, o se ti fai venire una gravidanza isterica di tutto punto. Mentre considero ragionevole che ti si sfondino i fianchi, o che i muscoli vaginali ti vengano recisi con un colpo di forbici, trovo invece inutile e spietata la natura che ti tinge di nero i capezzoli, come fosse affar suo.
Doriana stava sui sedili in fondo a baciare con la lingua prima Guido e poi Fulvio, a seconda che il pullman andasse o tornasse dall’abbazia di Chiaravalle. Gli altri cantavano tutti in coro Albachiara, ma mica lo facevano apposta.
Nota a margine: l’onanismo nella canzone italica (chi respira piano, chi trova l’America e chi una carezza in un pugno…) è una tematica che questi ragazzini avrebbero affrontato solo molto più tardi, oppure mai.
Mentre a Chiaravalle il coro della Schola cantava allegro (come solo un canto gregoriano nell’oscurità di un abside sa essere) a me venivano toccati i capezzoli per la prima volta. La filastrocca me l’aveva insegnata mio papà e sotto la torre della Ciribiciaccola dotata di cinquecento ciribiciaccolini tentai di rispondere alla domanda Val pusè ona ciribiciaccola o cinqcent ciribiciaccolin? Non trovai risposta. Rodolfo mi aveva presa alle spalle e detto qualcosa che non avevo fatto in tempo a capire prima che arrivasse veloce con le mani sotto la mia maglietta. E, posso dirlo con certezza, da quella prima, fino all’ultima volta in cui mi hanno toccato i capezzoli mi è sempre, sempre, piaciuto.
Nota a margine per Andrea: i copricapezzoli li usano solo le ballerine di lap dance e le neo-mamme che non vogliono macchiarsi la camicetta. I copricapezzoli non sono un regalo da farsi a una donna, anche quando hanno dei led lampeggianti o un batacchio in bronzo, credimi.