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17.07.07

Kinder - la colonia estiva di Condor /1

Gressoney è impassibile
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Il mio amico Francesconi lo scorso anno saliva sulle montagne e le abbassava. E io gli dicevo che lui era un artista contemporaneo che lavorava sul delirio di onnipotenza

. Con uno zaino vuoto e quel po' di fiato, arrivava fin dove si poteva. Poi, armato di scalpello, ne rimuoveva la cima, quella dove sta piantata la bandierina, per intenderci. La cima a quel punto era solo un sasso e la metteva nello zaino. A fatica tornava a valle per portarla fino alla galleria d'arte che l'avrebbe esposta al vernissage in una teca di vetro. Si era messo anche a uccidere piccoli fiumi che entravan nel Po, e a straziare il cuore di un'ignara fanciulla in amore, divenuta opera d'arte. Ma, mentre i piccoli fiumi e i cuori sembrano soffrire, derisi dall'artista beffardo in delirio di onnipotenza, le montagne invece se ne infischiano.
Le montagne sono impassibili e tu le vedi e sei poco o niente. Perché smettano di guardarti dall'alto in basso devi salirci. Per ricordarti che sulle tue gambe sai far ben poco ci sono le funivie e le gallerie scavate da parte a parte e le cordate, i ramponi e il semplice bastone da passeggio (che sembra poca cosa). Son le montagne a fare il buono e il cattivo tempo, mentre tu, ridicolo, ti infili e sfili di continuo la giacca pesante, quelle giocano a fare le ombre.
Se ti metti in testa di fare un torto a una montagna o di conquistarla sei un illuso. Quelle, quando tu vai a dormire col sapore di grappa e l'idea di una colazione al sacco in fondo al sentiero, quelle nemmeno ti pensano.

Posted by Bambolescente at 20:41 | Comments (12) | TrackBack