- Vedi, questo è Il libro delle più belle favole del mondo
- Leggimi i titoli
- La Bella Addormentata, Barbablù… La Principessa sul pisello
- Nah. Giuramelo!
Entries from dicembre 2007 ↓
La bellezza del pisello
dicembre 27th, 2007 — Senza categoria
Questo è il punto, vecchio mio
dicembre 22nd, 2007 — Senza categoria
Vi credete degli artisti? Sapete riconoscere un artista? Ne conoscete le regole? Le sole vere regole, intendo. Eccole.
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Questa è la prima regola e risponde alla tormentata domanda “Ma che diamine sto facendo?”. L’arte non è mai caduta in disuso ed è longeva. Questo significa che ad oggi non ne abbiamo potuto fare a meno. Se è vostra natura fare arte sappiate quindi che state facendo qualcosa che serve. Va specificato che in questo sistema antropologico-evolutivo un artista rimane uno che non vale un cazzo, è solo il tubo attraverso cui passa roba che serve.
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Risponde alla domanda “Ma io sono un artista?”. L’arte è esattamente la prima cosa che ti viene da fare se sei un artista. Non devi deciderti a farla, la fai e basta. E’ un gesto facile il fare arte e il più delle volte ti è facile da tutta la vita. Fai la cosa che ti riesce più facile e avrai più possibilità di fare arte. Se non ti è facile fare, se tergiversi, molto probabilmente non sei un artista.
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Sapete perché molti grandi artisti per natura sono morti senza fare mai arte? Perché hanno sottovalutato la terza regola e non si sono concentrati (vedi: rannicchiati). L’arte inizia e finisce con te che la fai. Non è una figura romantica quella dell’artista con ossessioni sempre uguali e tormenti sempre nuovi, quello che deve financo isolarsi, e che non può avere una vita. Se hai una vita, soprattutto se hai un uomo su cui riversare delle cose, allora tu quest’arte invece che nell’arte la metti dentro alla vita e dentro a quell’uomo. E non c’è vita e non c’è uomo che possa sopportare l’arte. L’arte devi metterla solo nell’arte. E poi devi andare al bancone dei bar di notte, o non uscire affatto, e non devi partorire se ti è possibile, e vai ai funerali, ma che valgano giusto una messa. Il mio consiglio: se vuoi una vita, allora datti alla Comunicazione, ti troverai abbastanza bene (e il lutto ti starà d’incanto).
Ora, scusate, ma vado di fretta, che ho finalmente da fare. E di certo non è amore, e non lo era.
o.t. quest’uomo è la più bella forma di generosità che io abbia mai visto dal vero.
Auguri, neh
dicembre 20th, 2007 — Senza categoria
Io vi auguro un buon Natale e tanta felicità
ma tanta davvero.Prendete me, e il mio Natale pieno di allegre icone caratteristiche della festa:
ho un elfo del villaggio di Ambra Orfei alto due metri ospite sul divanoletto, ho una tale ansia da abbandono che da giorni faccio la ronda tra amici e parenti per essere certa vogliano ancora vedermi e ho speso due stipendi in regali perché mi vogliano bene per sempre. Ho sognato che Babbo Natale mi diceva che di regali per me non gliene sono mica arrivati, “però se vuoi puoi stare tra le renne e correre” – mi diceva nel sogno.Prendete me, e le mie allegre icone natalizie
e siate felici,
tanto.
Che lavoro deve fare un uomo per conquistare una donna?
dicembre 19th, 2007 — Senza categoria
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Per fare colpo su una ragazza a una festa il mio amico a un certo punto le dice
- Sai, io vado a Sanremo Giovani quest’anno. Puoi trovare già il mio disco.
E fin qui niente di strano, se non fosse che: 1) ha funzionato (anche se lei sta girando come una matta da stamattina per trovare un cd intitolato “Molta, molta voglia di te”. 2) lui è un giornalista Mediaset (ok, questo non è un dato a favore delle mie argomentazioni).
La gente è strana. Si lascia incantare dal mestiere altrui, e ci fa pure del sesso con questo mestiere. Come se per osmosi finisse per appartenergli un po’. E’ un’illusione, non è amore e non è nemmeno sexy. Queste facili passioni non hanno niente a che vedere con “le fantasie erotiche” sul genere oggi faccio l’autostop a Melegnano e mi faccio caricare da un camionista belga oppure voglio farmi sculacciare dal rettore di Yale.
Allora mi sono domandata quali cenni alla professione di un uomo potrebbero mai sedurmi
a) Nel pomeriggio ho dichiarato guerra a tal nazione b) Il mio vero nome è…. c) Ora riavvicinerò le due metà di questa donna, reciterò la formula magica e lei tornerà intera.p.s. Ad ogni modo, io faccio la blogger, tesoro…
Una storia vera di pazienti
dicembre 16th, 2007 — Senza categoria
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Il Sig. Carcano tossisce ininterrottamente da giorni. I medici lo hanno sdraiato e gli si sono fatti intorno.
Curioso – fa quello del paese di Momo – parrebbe maledetto come il singhiozzo.
Fa quello di belle speranze chiamato da Oleggio – Invero noioso come un fagotto.
Constata l’ultimo – Sommesso, va detto, come per non distrubare troppo – e con una gomitata mi dicono essere il più bravo di tutti i pneumatologi.
Il Sig. Carcano tossisce anche tenendo la bocca immobile, come se avesse dentro qualcuno che tossisce per lui. Il Sig. Carcano tossisce piano, come si fa quando solletica la gola.
Prima o poi smetterà – fanno prima di passare al secondo paziente.La fidanzata del Sig. Carcano non riesce a smettere di parlare da giorni.
E’ come se mordesse e cantasse insieme – fa il primo.
Io di pazienti che le fila dei pettegolezzi le tiravan lunghe ne ho curati, ma tanti giorni non l’avevo mai visto, lo giuro.
Chiude l’ultimo – Non so che dire, se non che trovo difficile dire la mia con la paziente che continua a dire la sua – per poi accompagnarsi con gli altri dottori dall’ultima malata.La Carcano sono giorni che piange.
E’ furba, simula un raffreddore ma la patologia è chiara – fa quello venuto da Momo puntandomi contro un dito. Le lacrime son vere – assaggia il dottorino sempre con un dito.
Guardate colleghi, come peggiora se solo provo ad accarezzarla! – sperimenta il primario usando un solo dito sulla mia tempia.I medici ripiegano sottobraccio i tre lettini da visita e se ne vanno con tre buste di soldi (una per l’enfisema, una per la logorrea e una che non è niente).
Ora intorno al tavolo c’è il Sig. Carcano che non può smettere di tossire da giorni. C’è la sua fidanzata, che non può smettere di parlare da giorni. Ci sono io che non posso smettere di piangere da giorni.
Insomma, c’è questo tavolo – che mi dicono essere la mia famiglia – che proprio non può smettere di fare quello che sta facendo ininterrottamente da giorni.Ma, forse, il Sig. Carcano tossisce come per dire “stai zitta” a lei che parla, oppure io piango per la pena del vederlo tossire o, forse, lei parla per distrarci dalla tosse e dal pianto, o io piango perché lei non tace.
O, forse, è che siamo fatti così in famiglia: che per quanto ci proviamo certi giorni non riusciamo a smettere. Bisogna essere pazienti.
A tutto c’è un limite
dicembre 11th, 2007 — il catalogo ragionato della vita
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Avete presente quel tizio mal vestito che mangia stando sulla porta del frigorifero, tutti i giorni? Avete presente quello stronzo che mente e spergiura per guadagnarsi un po’ di compagnia? Avete presente quel tizio che le prova tutte, che dice “Col cazzo che ho paura, tzé”, perché tanto si crede immortale? Avete presente quel tizio che pensa il lavoro sia tanto, se non tutto?
Ecco, io sono quel tizio.
Avete presente quel tizio che dice di sé “Io sono un tipo complicato, sai” e che poi fa quella mossa, quel gesto lì sul mento, quello che pare dire ho i miei problemi, sai?
Ecco, io non sono quel tizio, grazie al cielo.
Se non hai (più) un life-coach non sei nessuno
dicembre 9th, 2007 — Senza categoria
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Il mio life-coach è venuto a mancare. Sembra ieri che dispensava perle di saggezza per rendermi facile la vita. Solo ieri mi ha portata a Verona a vedere il balcone di Giulietta per spiegarmi l’Amore, si era pure scritto degli appunti sul palmo, per essere sicuro di non dimenticare i consigli fondamentali sul tema. Che il mio life-coach non è uno di quelli improvvisati che si vendono per poco a Soho o Melrose, per intenderci. A parte un maglione con le toppe di camoscio sui gomiti non ho mai potuto rimproverargli niente. Va detto, un grande uomo.
Dicevo, oggi è morto. Per mano di un cliente insoddisfatto, questa la pista che seguono gli investigatori.
Vorrei onorarne la memoria ricordandone alcuni preziosi consigli, che mi son costati un tot. di euro ciascuno.
- Se una cosa richiede meno di un minuto, falla subito
- Prenditi una etichettatrice, è l’oggetto più importante mai inventato, secondo solo alla corda.
- Ripulisci la borsa e le tasche ogni martedì.
- Una cosa o la fai subito, o la lasci perdere per sempre, o la deleghi.
Quel genio del mio life-coach, che era per me più che altro un amico, quasi un fratello, ora è stato ucciso. A quelli che finiscono morti così, morti male, li controllano in obitorio da cima a fondo. A lui, senza rovistare troppo, hanno trovato scritto su una mano
Laura, il segreto perché tua sia felice è
Il resto è stato amputato di netto.
Mi dispiace per la brutta figura che ha fatto non finendo il lavoro. Anche gli inquirenti – mi hanno confidato – si aspettavano di più da uno come lui.
Armeno tu nell’universo. Ovvero, innamorarsi di un coniglio
dicembre 7th, 2007 — Senza categoria
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Ora, se fai una trasmissione radio il cui format prevede semplicemente un sms inviato ai microfonabili che recita “stasera troviamoci verso le 22.30, ci sono i tramezzini e le tortillas” è chiaro che, nonostante il parterre autoriale di tutto rispetto, nessuno dei coinvolti abbia voglia di muovere un solo dito per prepararne i contenuti. Che ordinare la cena è la sola precauzione presa. È chiaro da qualche anno ormai, da che esistono dei microfoni nella cameretta di Gianluca Neri: i nostri non-sforzi sono tesi alla creazione del Supremo Format Scansafatiche.
Eravamo ormai certi di aver raggiunto questo obbiettivo, di averne redatto la dottrina (vincendo sui videomessaggi di The Club a mani basse). Ma, invece, arriva un coniglio. E tutto cambia…
Il Signor Carcano
dicembre 5th, 2007 — Senza categoria
Ogni benedetta domenica. Quando avevo otto anni la domenica pomeriggio si andava al teatro Sala Fontana oppure dai Colla o in altri che non ricordo. Si andava anche al cinema, ma molto meno, a causa di un trauma. Questo perché una volta papà sbagliò film credendo Antarika (o un titolo simile) fosse un bel film pieno di cagnolini, che aveva anche ragione solo che i cani morivano di fatica con la lingua insanguinata e le zampe rotte trainando slitte sul ghiaccio. A teatro non succedevano, invece, di queste cose.
Ogni benedetta domenica.
- Papà aspetta porta pazienza eh, che devo prendere la borsetta con i braccialetti e poi il pettine e mi dimentico qualcosa?
- Le caramelle, a teatro si portano le caramelle, se ti viene da tossire ne mangi una e ti passa.
Mio padre (che di anni ne aveva invece quasi 50) con me seduta di fianco in auto, faceva il giro delle case delle mie amichette e le raccoglieva. Queste si sistemavano sul sedile posteriore, molto meno prestigioso del mio. Ma anche il papà era il mio quindi nessuna si era mai permessa di discutere questa gerarchia.
Papà si fermava sulla porta a scambiare due parole con i loro genitori che sentivo dire
- Prenda almeno i soldi signor Carcano
- Ma no, si figuri, è un piacere, si fanno compagnia
- Guardi, non sappiamo proprio come ringraziarla. Ogni benedetta domenica… Lei è un santo.
E, allora, io a otto anni pensavo che tutti i genitori volessero liberarsi dei figli, tranne il mio.
Che sta nella foto e che sta sopra una roccia ed è invero molto bello.
Il tempo sembra non bastare mai quando hai tante sgualdrine da sbrigare
dicembre 5th, 2007 — Senza categoria
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E’ un problema che conoscete bene quello della gestione del tempo e delle sgualdrine? Come fare, allora?
Non dovrete più preoccuparvi, ragazzi, da oggi per voi c’è L’Internet!
Ci penserà lui a indicizzare le cosce in comode sottocartelle, al fine di ottimizzare i tempi. Potrete inoltre usare i suoi agili motori di ricerca per trovare esattamente la mediocrità che cercate.
Scoparvi delle sciacquette non sarà mai stato così facile. E, allora cosa aspetti? Vieni anche tu su L’Internet!
*** Certo, va detto che poi magari non è che quando ti passerà il trastullo mi ritroverai esattamente lì dove mi hai lasciata prima di diventare cazzopupazzo72 in chat.
**** Che con tutti quelli che “sono solo curioso di capire com’è” o “ci faccio un’indagine per lavoro” o “sto studiando il fenomeno”… Si direbbe che la fuga dei cervelli sia da imputare a questo: che le nostre migliori menti scappino tutte su Meetic a lavorare ad importanti progetti.

