Bambolescente

La vita, il lunedì, l'arte contemporanea e le bombe

La primissima cosa che fai con un bambino

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**La prima cosa che succede** è che fa male la pancia. Si sposta quel che c’è dentro di te in tutta fretta per lasciare spazio al bambino. Anche se è ancora così piccolo che certo non ha bisogno di tutto quello spazio e di tutta quella fretta. Ma tant’è. Ti fa male la pancia.
**No, prima di questo** dici ho un ritardo faccio il test che ne ho avanzato uno nel ’97. Poi lo fai positivo e allora dici che deve essere scaduto. Vai in farmacia e chiedi il migliore, poi ci ripensi e ne chiedi uno qualsiasi, anzi, uno poco attendibile per cortesia. Ma tanto alla fine li compri tutti e al farmacista dici di farsi gli affari suoi che proprio non è il momento di farti la lezione.
**E dalla farmacia** (che sta nel quartiere di fianco a quello di fianco al tuo per esser certa di non trovarci le zie col misuratore della pressione al braccio e l’orecchio teso) li porti a casa impacchettati. Li apri come fosse Natale ma senza ringraziare del pensiero.
**Poi fai quel che devi fare** centellinando piscio qui e là nella misura indicata dalle istruzioni di ciascuno. Pare tu possa farne quanta ne vuoi senza preoccuparti degli argini, ma che sia abbastanza.
**Li metti in fila** distanziandoli bene tra loro, perché non possano influenzarsi o copiare dal vicino. E aspetti con loro. Aspetti con tutti i test che in quel momento immagini siano organici anche se non lo diresti mai, tipo i coralli. E tutte queste scatoline vive sono pure laboriose perché stanno facendo il loro lavoro mentre tu aspetti in silenzio per non disturbare che non sia mai.
**Le risposte sono positivo o negativo**, non puoi essere quasi incinta o molto incinta, non è contemplata la cosa. Eppure tu ti diresti molto incinta se fosse positivo, non certo incinta e basta. Tanto che ti metteresti pure a piangere da quanto saresti incinta.
Fumi l’ultima sigaretta. Dai appena un’occhiata ai test, che tanto già lo sai.
**Poi ti fa male la pancia** perché devi fare spazio al bambino.

Per “Barbara”:http://www.blimunda.net/?p=971

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11 Responses to “La primissima cosa che fai con un bambino”

  1. Blimunda scrive:

    Ecco, sì, ho fatto esattamente tutto questo, in sequenza. Solo che l’ultima-ultima sigaretta ancora non l’ho fumata. E, sì, mi fa male la pancia.

  2. mario de santis scrive:

    ma laura ci stai dicendo qualcosa..? tipo che qualcosa cresce in te?

  3. Laura Carcano scrive:

    più semplicemente, ho un blog che dovrebbe essere un diario personale e non ho una beata fava da scriverci perché mi annoio a morte.

  4. Lele scrive:

    Intanto potresti farci vedere gli ultimi disegni che hai fatto …

  5. spad scrive:

    Li metti in fila? Già ti fidi allora.. Io li farei mettere ognuno in una stanza diversa..

  6. Laura C. scrive:

    lele: quello qui sopra è un disegno. Se ti fa schifo puoi dirlo, neh.

  7. Paolino scrive:

    Cazzo, non si riesce proprio a farle sballare queste donne. Si annoiano. Le annoiamo. Già portarle fuori per una pizza può risultarci improvvisamente un ostacolo insormontabile.
    Non lo si può proprio nascondere: gli uomini moderni (recenti, diciamo) sono piuttosto noiosi. E quelli veramente forti, quelli con la povere di stelle addosso… sono pochi. Merce rara. Mosche bianche. Artisti, probabilmente.
    Bambolina, coraggio…hai la mia solidarietà (maschile).

  8. Lele scrive:

    no non mi fa schifo … meglio dei quadri di Rothko

  9. mario de santis scrive:

    ok Laura. Ma sei in buona compagnia.
    A lele vorrei dire che esagera. Ma ho appena letto che il mio amato Francis Bacon del mio amato Rothko diceva (più o meno) “una noiosa raccolta di stoffe marroni”. Quindi perdono Lele, ma solo se ha genio pittorico alla Bacon da mostrare.
    tornando alla noia: io la considero produttiva. E poi tu scrivi anche altrove. E poi se alla fine non scrivessi affatto, potresti lasciar crescere qualcosa dentro di te. i bambini a volte nascono quanto più si lascia loro spazio, anche distraendosi dall’ossessione di “provarci”. Così la scrittura, il blog e più ancora opera più dense, vengono fuori nel vuoto, dal vuoto. anche interiore. Saluti affettuosi e baci.

  10. Lele scrive:

    facciamo così: meglio dei disegni di Babsi Jones

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