Una storia vera di pazienti
dicembre 16th 2007 Posted at Vecchissimo blog
7 commenti
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Il Sig. Carcano tossisce ininterrottamente da giorni. I medici lo hanno sdraiato e gli si sono fatti intorno.
Curioso – fa quello del paese di Momo – parrebbe maledetto come il singhiozzo.
Fa quello di belle speranze chiamato da Oleggio – Invero noioso come un fagotto.
Constata l’ultimo – Sommesso, va detto, come per non distrubare troppo – e con una gomitata mi dicono essere il più bravo di tutti i pneumatologi.
Il Sig. Carcano tossisce anche tenendo la bocca immobile, come se avesse dentro qualcuno che tossisce per lui. Il Sig. Carcano tossisce piano, come si fa quando solletica la gola.
Prima o poi smetterà – fanno prima di passare al secondo paziente.La fidanzata del Sig. Carcano non riesce a smettere di parlare da giorni.
E’ come se mordesse e cantasse insieme – fa il primo.
Io di pazienti che le fila dei pettegolezzi le tiravan lunghe ne ho curati, ma tanti giorni non l’avevo mai visto, lo giuro.
Chiude l’ultimo – Non so che dire, se non che trovo difficile dire la mia con la paziente che continua a dire la sua – per poi accompagnarsi con gli altri dottori dall’ultima malata.La Carcano sono giorni che piange.
E’ furba, simula un raffreddore ma la patologia è chiara – fa quello venuto da Momo puntandomi contro un dito. Le lacrime son vere – assaggia il dottorino sempre con un dito.
Guardate colleghi, come peggiora se solo provo ad accarezzarla! – sperimenta il primario usando un solo dito sulla mia tempia.I medici ripiegano sottobraccio i tre lettini da visita e se ne vanno con tre buste di soldi (una per l’enfisema, una per la logorrea e una che non è niente).
Ora intorno al tavolo c’è il Sig. Carcano che non può smettere di tossire da giorni. C’è la sua fidanzata, che non può smettere di parlare da giorni. Ci sono io che non posso smettere di piangere da giorni.
Insomma, c’è questo tavolo – che mi dicono essere la mia famiglia – che proprio non può smettere di fare quello che sta facendo ininterrottamente da giorni.Ma, forse, il Sig. Carcano tossisce come per dire “stai zitta” a lei che parla, oppure io piango per la pena del vederlo tossire o, forse, lei parla per distrarci dalla tosse e dal pianto, o io piango perché lei non tace.
O, forse, è che siamo fatti così in famiglia: che per quanto ci proviamo certi giorni non riusciamo a smettere. Bisogna essere pazienti.
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Mii, non so se c’entra ma fidati che mio cuggino una volta è riuscito a tossire piangere parlare sbadigliare starnutire ruttare insieme, mii, c’ero io davanti allui.
- un enfisema con complicazioni virali
- logorrea
- niente di grave
queste le tre diagnosi
un pranzo domenicale indimenticabile
La noia pare proprio perseguitarti. Persino la tua diagnosi risulta davvero stucchevole. Neanche una lacrimazione da congiuntivite, o una bella sindrome depressiva, o un orzaiolo. Qualcosa che potesse competere con l’enfisema di quel bronzo sulla roccia. Nulla, vuoto, deserto. Che palle.
paolino, stanotte ti ho sognato. Eri in fila al citofono, dietro alla mia amica Ljuba e al mio nipotino di sei anni, con te anche tanti altri tra parenti e amici. Uno a uno facevate buuuuuuuz io rispondevo e mi dicevate “non voglio più vederti né sentirti”.
Sai cosa c’è di buono? Che quando mi son svegliata sudata mi son ricordata subito che te sei messo peggio.
Trastullami, cazzone
7 domande:
1) Ne hai parlato del sogno col tuo psicologo?
2) Ljuba ha un bel culo?
3) A Natale facciamo una bella tavolata tutti insieme… io, te, Ljuba, cuginetto, parenti, amici e fila tutta, possibilmente senza piangere?
4) Ma quante palle racconti?
5) Cosa ti fa intuire (indovinare) che io sia messo peggio? (Io, comunque, non mi annoio mai).
6) Sei cosciente che trastullami cazzone è una affermazione di difficile comprensione e ampia interpretazione?
7) Hai parlato con qualche mia ex o mi sono disvelato in un altro, dolce sogno?
uno gli psicologi mi annoiano, due un dieci con lode, tre fatti una famiglia e degli amici tuoi, quattro quattro, cinque ho fatto due più due, sei amplialo quanto ti pare basta che lo fai, sette che io sappia le tue ex non trattano l’argomento con piacere.
Mmmm, determinata. Tanto lo so che sei un pezzo di pane. E che ti ho fatta eccitare.