Bambolescente

La vita, il lunedì, l'arte contemporanea e le bombe

Dare un nome alle proprie sofferenze

- Sai Laura, ieri sono uscito a cena con quella presentatrice nevrotica (bla, bla) aveva delle unghie incredibili, con una lunga punta bianca un po’ squadrata. Mi ha chiesto di rivederci…
- Le ragazze con lunghi artigli riescono a masturbarsi solo nei film pornografici. Immagino ci sia un trucco, come in ogni cosa impossibile resa possibile dal cinema.
- Cosa vuoi dire?
- Con quelle unghie io finirei all’ospedale un orgasmo sì e uno no (e non senza un certo imbarazzo). Se poi voi uomini volete concedere incautamente i vostri orpelli a quelle tenaglie, liberissimi di farlo. Ma quantomeno premuratevi di saper dare un nome al vostro dolore!
- Che…?
- Si chiama french manicure.

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17 Responses to “Dare un nome alle proprie sofferenze”

  1. stefigno scrive:

    Mi son sempre chiesto come facessero….

  2. Smeerch scrive:

    In alcuni casi quelle unghie le trovo bellissime. E non sono necessariamente squadrate in punta. Quanto alla pericolosità, dipende da chi le adopra. :D

  3. paolino scrive:

    Le unghie posticce, diciamolo, sono un accessorio triste parecchio. Quelle a punta squadrata, poi, sono eventualmente ancora più baldracco-depressive.
    Oltre a far precipitare la libido agli uomini dotati di un anelito di gusto (coloro i quali, cioè, percepiscono il fascino di una donna come una cosa un po’ più complicata e di certo non EDIFICABILE), causano graffi sui genitali da ambo le parti, come la navigata Lauretta fra sè e sè paventa.
    Perchè dunque questo boom degli artigli in PVC?
    Bè, immagino siano uno status symbol, come la Smart o la pochette di Prada.
    Ma la ragione di fondo, evidentemente, è una sola: sono ottime per grattarsi il culo.

  4. Laura Carcano scrive:

    sms di un amico: “non vedo la cellulite in una donna mentre ci faccio sesso, vuoi che faccia caso alle unghie!?”

  5. Paolino scrive:

    Mi ha mandato un sms l’amichetta del tuo amico:
    CELLULITICA LO DICI A QUELLA BRUTTA ZOC%!#^*$# E FIGLIA DI %*¬#/¶\# DI TUA #@§^\§!

  6. Laura Carcano scrive:

    Smeerch: detto tra noi, usare un termine quale “adopra” per una con la french manicure mi pare un tantino troppo sofisticato.

  7. Smeerch scrive:

    Laura, una “E” in più, una in meno, che differenza vuoi che faccia? E poi la ‘sofisticatezza’ dipende anche da quanto l’hai pagata, la proprietaria delle mani frenchmanicurate. :)

  8. spad scrive:

    il bello delle donne con la french manicure è che in certi casi di bisogno, si fanno dare volentieri una mano..

  9. koshka scrive:

    La french manicure mi fa pensare alle zampe delle galline.
    Io sono una sostenitrice della classica unghia a mandorla (quelle con la punta per intenderci). La french non la definirei più una nota sofisticata, ormai la portano solo le strappone

  10. erba scrive:

    a me fa impressione anche la masturbazione unghie corte. le unghie sono cattive in potenza.

  11. marioski scrive:

    io rosicchio… ma il giorno che smetto non le vorrò così. ne ho già tanti di attrezzi tipo cacciaviti e scalpelli. direi una bella mezza misura arcuata e rosso ciliegia, ecco.

  12. Keiki scrive:

    La french manicure sull’unghiona lunga e squadrata mi fa pensare a barbara chiappini. E pensare a barbara chiappini mi fa venire da vomitare.

  13. Laura Carcano scrive:

    keiki: le vie del pensiero associativo sono imperscritabili, si sa. Io penso a Vittorio Sgarbi ad esempio (ti evito la cronaca del passaggio che lo lega alla french manicure).

  14. Keiki scrive:

    No dai. Adesso tu DEVI dirmi qual è il legame tra Sgarbi e la french manicure. Nella mia mente turbinano scene terrificanti.

  15. Puttaniere scrive:

    Io mi ponevo sempre il problema di come facessero a scrivere sulla tastiera del pc, è evidente che nonostante tutto sono ancora un ingenuo dentro :)

  16. siskaceska scrive:

    …meraviglioso estratto di vita….

  17. Telespalla Blog scrive:

    Nei film porno è tutto finto, sicuramente , sono attori anche loro .

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