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A tutto c’è un limite

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Avete presente quel tizio mal vestito che mangia stando sulla porta del frigorifero, tutti i giorni? Avete presente quello stronzo che mente e spergiura per guadagnarsi un po’ di compagnia? Avete presente quel tizio che le prova tutte, che dice “Col cazzo che ho paura, tzé”, perché tanto si crede immortale? Avete presente quel tizio che pensa il lavoro sia tanto, se non tutto?
Ecco, io sono quel tizio.

Avete presente quel tizio che dice di sé “Io sono un tipo complicato, sai” e che poi fa quella mossa, quel gesto lì sul mento, quello che pare dire ho i miei problemi, sai?
Ecco, io non sono quel tizio, grazie al cielo.

Il fondo dei fossi

Per tradizione è in fondo ai fossi tra i rospi. Ecco dove va cercata certa gente.
Ad esempio quelli che sono segretamente innamorati di una donna che comunque non li vuole, quelli che se dovessero lasciarsi andare stanotte nel fosso, la donna che non li ama verrebbe a sapere della loro morte solo tra una settimana o due, da amici di amici, di altri amici.
Infilzati come barbari in una guglia del duomo, a pezzi, da raccogliere tra due fermate del metrò, impiccati in piazza o esplosi tra i bagnanti.
Ecco dove va cercata quella gente che non sopporta l’idea, che preferisce allora far fare ai giornali, senza aspettare gli amici di amici, di altri amici.
E’ come organizzarsi un funerale.
E non ci si può sorprendere allora di come va a morire certa gente.

Manuale di corteggiamento contemporaneo / poligamo

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Non parlo di saliva, doppi sensi a senso unico, chiacchiericcio, occhi dolci o gattamortismi di sorta.
Parlo del corteggiamento come “arte”, non come “tic”. Parlo di straordinarietà, non di ordinari ammiccamenti.
(questa era la premessa)
Pratico da sempre il CORTEGGIAMENTO POLIGAMO.
Rivolgo a più uomini contemporaneamente il mio personalissimo spettacolo d’arte varia.
Riciclo anche le mise en scène migliori tra l’uno e l’altro.
Capita che mi dedichi alla stesura di postfazioni e prefazioni per rinnovare e poi spedire in seconda edizione vecchie lettere d’amore (particolarmente ben riuscite) inviate – ad altri uomini – giorni, mesi o anni prima.
A ciascuno riservo poi dei trattamenti in esclusiva. Ho anche dei costumi di scena, che tengo rigorosamente separati in cassetti diversi, da usare all’occasione per vedermi con questo o quello.
Ho anche dato loro dei nomignoli incantevoli (Satana Today, Orso Gnorri, Errimo, RuttoInPorsche…), come fossero personaggi di un romanzo di formazione.
La simultanea dedizione a più oggetti d’amore consente di perseverare pazientemente con tutti.
Il corteggiamento poligamo può essere un’ottima palestra per i sentimenti buoni e giusti.
Ho il sospetto che le donne che non hanno mai praticato la nobile arte del corteggiamento (anche monogamo, certo) siano fortemente a rischio di diventare delle stronze o, peggio, noiose.
La pratica del corteggiamento aiuta a trovare i tuoi talenti latenti (scrittura, canto, pittura, ballo, umorismo, sport, gastronomia e recitazione).

Detto questo, cerco su Google “uomini corteggiati” e mi viene suggerito che forse cercavo “uomini conteggiati”.

Subito mi domando:

Possibile che siano così pochi gli uomini corteggiati?

Google non li prende nemmeno in considerazione, è sintomatico.
Poi, mi sento come se mi avessero appena fatto tana. Quindi li conto: sono troppi in questo periodo, e sento di trascurarli. Vado a scrivere una lettera d’amore, ad abbozzare un mezzo busto ligneo e a comporre un assolo per flauto traverso.
dal Blog di Grazia

Un’idea bionda

Gli uomini io li tiro su con un raggiro di parole. Io sono quel ciccione che fa il brillante con la giovinetta accarezzandosi il mento compiaciuto. Io sono quel tizio appoggiato al bancone che tempo due battute ben assestate si fa dire dalla gazzellina “non mi offri da bere?”. Io sono il ciarlatano che in disparte alla festa snocciola un’autobiografia romanzata alla ragazza carina e dai facili entusiasmi. Io sono quello che la lascia a bocca aperta, in posizione per farci poi i suoi comodi.
Io sono un falso storico.
E invece vorrei essere una vera bionda californiana. Con meravigliose idee bionde per la testa.

esemplari idee bionde avute dalla sottoscritta nel solo ultimo mese:

- Entro i 33 anni farei due figli, gli altri, poi, si vedrà.
- Vorrei tanto fare un weekend romantico a Parigi.
- E’ solo gennaio ma penso già di non portare più le calze.
- Su Muccino un pensierino ce lo farei, anche sul giovane, sì.
- Dovrei proprio cambiare il divano
- Delle creme antirughe quello che realmente funziona è il massaggio, e il retinolo.

e ho fatto solo le prime mèches biondo scuro.

Pasticceria for dummies

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Quando li ho visti arrivare con quella sorta di baldacchino nuziale ipercalorico, quella piattaforma d’atterraggio tuttapanna, che loro hanno avuto il coraggio di chiamare semplicemente “torta”, in quel momento non avevo inteso bene il senso della cosa.
Anche quando hanno intonato in coro un noto motivetto al buio e io mi son sentita come teletrasportata al concerto di Baglioni nell’esatto momento in cui lui attacca Amore Bello e tutti mettono mano agli accendini, ancora non avevo inteso.
Quando, ritentrata a casa, ho sistemato sul tavolino i due pianerottoli di torta avanzati e mi sono finalmente spalmata sul divano, allora ho compreso tutto lucidamente:
le migliori torte di compleanno sono fuori misura perché devono avanzare e hanno tanta panna perché i pensieri vanno affrontati direttamente con il dito, non certo con le posate.

Liste: Regali per persone che non sanno leggere un blog

Questi sono i regali per mocciosi che ho preparato quest’anno:
(non rovino nessuna sorpresa, la sola a saper leggere è Sara ma si limita allo stampatello)
- Una bacchetta magica da direttore d’orchestra per Sofia che finisce tutte le frasi dicendo “puttoebbasta” e nessuno le da mai retta. L’immunità diplomatica per Viola&Famiglia che quando papà fa tardi si preoccupa e chiede “lo hanno messo nella prigione?”. Un conto corrente per gli studi di semiologia di Alessio che quando la Zia è triste le mette in mano un robot dicendo “Io non ho bisogno di CompaMia, tienilo tu, che ti fa un po’ di CompaTua. Poi lasciamelo sulla ScrivaMia quando non ti serve più”.
- Colori per disegnare con la lingua. Ottimizzare alcune ricette (il sapore del nero fa a pugni con il rosso ma in compenso disegnare la giraffa gialla e marrone è roba da leccarsi i baffi)
- Mattoni, cazzuola e malta per costruire un muro nel cortile del nonno in maniera che il gatto del vicino non possa più venire a farsi le unghie sulle palme nane della nonna (e abbiamo sistemato così più parenti in un colpo solo).
- Il succo di frutta più schifoso del mondo (con tanto di certificazione e packaging esclusivo by Bambolescente) da offrire agli amichetti spavaldi. Quello che ci ho messo dentro è roba da galera.
- Un modellino scenografico teatrale (scampolo dell’inutile corso di Scenotecnica II) da demolire a piacere. E’ in scena Assassinio nella cattedrale di Eliot, tipico lavoro di drammaturgia per spettatori alti meno di un metro.
- Power Ranger SPD rosso, che la Zia è solo creativa, mica fessa.

Problem Solving

Lei che pensa ad un altro e s’inventa l’America
Questa “Lei” è una cretina, ecco. E va fatta fuori in tempi brevi.

“Con quanti maschi ci si deve accoppiare prima di smettere di pensare a quell’altro MENTRE (ma soprattutto DOPO, un pensiero livido, come una croce lignea che dal chiodo alla parete crolla sulla sigaretta fumata nel letto) ci si fa rigirare e sbattere qua e là (più là che qua, tanto nemmeno la senti la differenza)?”

Esisterà pure una risposta (numerica) a questo quesito.
Se voi mi date la soluzione (…9? …666? …1492?) io mi organizzo telefonicamente – per una gang bang su misura – in maniera da farla finita una volta per tutte e in tempi sostenibili.
E al prossimo che mi invita a cena dico che me l’avete detto voialtri di rispondere “no, no!”…
Che non ho mica tempo da perdere io! Ho un’agenda fittissima io! Su ogni pagina c’è scritto “dimenticalo, dai!”

Liste: tutto quello che abbiamo fatto nel tempo a nostra disposizione anziché scopare

Le cose inutili che abbiamo fatto nel tempo a nostra disposizione anziché scopare tra gli Anni Ottanta e oggi:
- Studiare Geografia a scuola
- I collettivi sullo stragismo italiano durante l’occupazione
- Memorizzare la discografia di Guccini
- Le partite a rimbalzina
- Le vacanze in Liguria
- Una settimana ad Amsterdam
- Il concerto di De Gregori
- I rave party nella Svizzera Italiana
- L’Università
- I romanzi dei Giovani Cannibali
- Saldi e Outlet
- Downloadare
- Masterizzare
- Un blog

european superior soccer skills

La primavera è finita. Forse ho forzato un pò la mano quando mi dicevo fosse iniziata. Stesa nel parco ho visto un mezzo girone, in tutto 4 partite accaldate, e non mi ha fatto nessun effetto.
Mi interessava solo il New York Times. The Birth-Month Soccer Anomaly.

STATISTICA: I migliori giocatori di calcio europei sono nati quasi tutti nei primi mesi dell’anno.

Perché?
Si potrebbero chiamare in causa l’astrologia o la maggiore capacità di ossigeno dei bambini nati in inverno e altre simili idiozie.
La verità è un’altra ed è semplice. Le società sportive giovanili sono costrette a inserire nel regolamento una data di nascita che segna il limite per rientrare in ciascuna categoria. Nelle squadre europee la data è il 31 dicembre. Da ciò deriva all’interno di una stessa squadra la maggiore maturità, predisposizione al training, forza e grandezza dei ragazzi nati tra gennaio e marzo.
Questi, maggiormente seguiti e spinti dalla società stessa, possono diventare dei campioni.

il primo post – NON SONO UNA SIGNORA

Avevo diciassette anni e facevo la Trip-designer in Costa Brava.
Occorrente:
- cartoncino doppio strato (se non ricordo male il Bristol è ottimo)
- cacciavite n.1 (per incidere il tratteggio dei fogli)
- righello
- trasferelli da cartoleria per bambini, grafica accattivante da associare ad un nome pittoresco. (StarDrop, HolyCoin, FunnyBeast – Paperoga)
- novalgina in gocce o, ancor meglio, cerume (per il gusto amaro)
Il lungomare di Benidorm è un ecosistema chiuso. E’ un Paese dei Balocchi disegnato da gente di mezz’età con gli occhi in barella, un luna park dove i bambini non mettono piede perché non ci trovano proprio niente da ridere.
Il rumore è quello che avrebbe un’enorme sala giochi costruita nella Valle dell’Eco. Una Las Vegas scimmiottata e montata su peggio dell’originale. Grattacieli e discoteche venuti su come dalle mani della Lego. La musica non va mai a dormire, nemmeno cede o sviene, mentre intorno a lei tutti cadono, uno ad uno, in pacifici conati di vomito o in niente. Gli ultimi smettono nel tardo pomeriggio di ritmare pugni al vento e di tenere il tempo trance agitando il collo, che urla di dolore ben nascosto sotto gli anestetici.
Prezzo di vendita: 40/50 mila lire al pezzo
Costo di produzione: 50 lire scarse al pezzo
Reato: Truffa (in flagranza di reato)
La sera seguente tornavano tutti. Tutti. Contenti. Compravano doppio.
Compravano Bristol e cerone a peso d’oro (qualcosa in più a dire il vero)
A volte mi capitava di incontrarli in pista, avevano i lineamenti tirati e, in cuor loro, la certezza di aver fatto un affare e questa vacanza sarà grandiosa!
Io a diciassette anni facevo la TripDesigner ed ero una benefattrice… DI QUESTA CARRETTERA, DI QUESTA VITA BALERA