Gressoney è impassibile
Il mio amico Francesconi lo scorso anno saliva sulle montagne e le abbassava. E io gli dicevo che lui era un artista contemporaneo che lavorava sul delirio di onnipotenza
. Con uno zaino vuoto e quel po’ di fiato, arrivava fin dove si poteva. Poi, armato di scalpello, ne rimuoveva la cima, quella dove sta piantata la bandierina, per intenderci. La cima a quel punto era solo un sasso e la metteva nello zaino. A fatica tornava a valle per portarla fino alla galleria d’arte che l’avrebbe esposta al vernissage in una teca di vetro.
Si era messo anche a uccidere piccoli fiumi che entravan nel Po, e a straziare il cuore di un’ignara fanciulla in amore, divenuta opera d’arte. Ma, mentre i piccoli fiumi e i cuori sembrano soffrire, derisi dall’artista beffardo in delirio di onnipotenza, le montagne invece se ne infischiano.
Le montagne sono impassibili e tu le vedi e sei poco o niente. Perché smettano di guardarti dall’alto in basso devi salirci. Per ricordarti che sulle tue gambe sai far ben poco ci sono le funivie e le gallerie scavate da parte a parte e le cordate, i ramponi e il semplice bastone da passeggio (che sembra poca cosa). Son le montagne a fare il buono e il cattivo tempo, mentre tu, ridicolo, ti infili e sfili di continuo la giacca pesante, quelle giocano a fare le ombre.
Se ti metti in testa di fare un torto a una montagna o di conquistarla sei un illuso. Quelle, quando tu vai a dormire col sapore di grappa e l’idea di una colazione al sacco in fondo al sentiero, quelle nemmeno ti pensano.
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Kinder – la colonia estiva di Condor /1
luglio 17th, 2007 — Le Mezze Stagioni
2/ ridere di me
giugno 24th, 2007 — Le Mezze Stagioni
Al mondo pare siano addirittura miliardi. Si sono divisi in squadre e ridono gli uni degli altri in un torneo incrociato da sempre fermo agli ottavi. Si fanno matte risate quando scendono in campo a prendersi per il culo. Quelli che ridono di me sono i Velvet Lions e si allenano ogni santo giorno. Non perdono tempo a riscaldarsi e danno subito il via al loro rituale scaramantico, coreografato da schifo, se mi è permesso l’appunto. Per prima cosa mimano goffi il mio fottutissimo orgoglio proletario e dagli spalti fanno loro eco i tifosi. Passano poi ai miei stivali quattro stagioni, al mio discutibile senso della legalità, al mio culone e alla mia insostenibile emotività da seienne. In curva viene teso uno striscione “Laura C. Ah, ah ah!”, si meritano questi supporter di basso profilo, mi concedo l’appunto.
Per dire, tutti ridiamo degli altri. Non ho niente contro la pratica della derisione (ho già un sacco di altre cose da detestare con tutta me stessa).
E tu, magari, fai anche bene a ridere di me.
Io rido di quelli convinti, passati i primi anni ‘90, che la discoteca sia un bel posto ad esempio. E sto nei Black Hope e gioco a centrocampo.
1/ gli uomini mi fanno tutti schifo, molto democraticamente
giugno 23rd, 2007 — Le Mezze Stagioni
nota: il titolo qui sopra vuol lasciare intendere che questa non sia una lettera d’amore. L’uso della terza persona singolare vuol fare intendere che questo non sia un blog.
E’ su tutti i giornali oggi la notizia “Laura C. non è bella” e “Lui non la porterà mai a ballare, né da nessun’altra parte” dice l’occhiello senza spiegare poi molto della vicenda.
Laura C. è sveglia da meno di un minuto, ma passerà molto tempo prima che cambi il suo brutto pensiero deve averlo letto anche mio padre, si starà vergognando di me con un diverso brutto pensiero … per i fiori sull’altare sì, ma credo che non mi vestirei prorprio di bianco, penso più al color avorio... Perchè qualcuno le ha detto che si decide di sposare una persona in un istante, mica negli anni.
Non si è mossa di un centimetro dalla posizione che tiene dormendo e sta come una tellina ancorata al niente, lasciando intendere che sotto la coscia sinistra dovrebbe esserci un maschio adulto. Con nessuno sotto quella gamba sembra proprio un disegno lasciato a metà.
Laura C. sta sul pezzo “Quest’uomo la lascia sola, stupida come una che finisce in fondo al fosso tra i rospi, due giorni sì e uno no. Un giorno sì e due no, lui le scosta i vestiti ed entra ed esce”. Mio padre che mi crede una principessa si sarà chiuso in casa…Il ventilatore esagera e lei stringe le spalle come fosse inverno. Ha ancora sonno e già impreca sottovoce.
Se avesse realmente un giornale tra le lenzuola ne farebbe una pallottola da mandare a canestro, si dà invece il caso la signorinella sia solo una pazza fottuta, con invero troppa fantasia, in una mattinata storta. Dopo aver immaginato una corposa rassegna stampa nel dormiveglia, è ancora nel letto, poco più lucida, a figurarsi il notiziario delle 13.
Le immagini parlano chiaro “Sulla scena del crimine a fatica gli agenti hanno potuto raggiungere il letto. Si sono visti costretti ad attraversare un vero e proprio lago di sangue. Può la gelosia spingere a tanto?”
Per uscire dal letto avrebbe bisogno di sapere dove andare, invece guarda con rimprovero il ventilatore che spegnerebbe se solo fosse a portata di mano. Si sforza di scegliere una qualche direzione. Non le viene in mente di farsi un caffè e non le viene in mente di andare in edicola, proprio non ci pensa, come fossero cose che non ha mai fatto. Sta ancora sul pezzo “…sul comodino pare Laura C. abbia trovato centodieci euro al risveglio – spiega la vicina di casa, che si dice incredula, al nostro inviato” e, continua la figlia zitella e racchia di questa “La si vedeva sempre con un uomo diverso qui nel palazzo, non mi sorprende la abbiano presa per una di quelle”.
Non si può però dire che Laura C. stamani stia pensando a lui, non esattamente. Più che altro a Bonnie e Clyde, Youssef e Claire Bebawi, Ian Brady e Myra Hindley, Paul Bernardo e Karla Homolka. Alle coppie che ammazzano. E’ infatti in due che bisognerebbe fare una cazzata come questa, non certo da soli. Soli come quegli assassini che si sono letti Il giovane Holden prima di sbarellare e poi sparare a moglie e figli, a un presidente, a uno dei Beatles o a qualche altro. In due è tutto più bello, immagina Laura C., anche strappare un cuore con le mani.
Pensa, a volte, le coincidenze… Nei giorni in cui lui non viene a sollevarle la sottana è perché frequenta proprio una donna con un cuore.
(segue…?)
And you can tell everybody this is your song
dicembre 16th, 2006 — Le Mezze Stagioni
And you can tell everybody this is your song ma non essere avventato. Mi preme dire innanzitutto che anche se non valgo niente per lo meno – a te – ti permetto di sognare. Val quel che vale, ma su questo non ci piove. Sono rimasta a osservarti qualche mese e le mie conclusioni sono discutibili, ad ogni modo non è un abbaglio se dico che you look like me and I look like no one else, me l’hanno fatto notare in molti ultimamente. In sostanza dovresti solo chiamarmi ché love is a ring, the telephone, poco altro, e poi farmi entrare. Non farò movimenti bruschi, se non per andarmene via, quando capirò che sono davvero nel posto sbagliato. A me piacerebbe tessere meglio le trame e raccontare più storie (e canticchiare meno in pubblico). Vorrei spiegarmi meglio se non altro per non essere frantesa, perché you’re so vain, you probably think this song is about you. You’re so vain…
appunti per post tipicamente natalizi non scritti
dicembre 15th, 2006 — Le Mezze Stagioni
- Letterina a babbo natale (compresa di dettagli quali colore-taglia-spese di spedizione)
- Menu natalizio per la “cena degli avanzi” con le amiche (che cadendo il 23 non porteranno stavolta alcun avanzo, damn!)
- Ricette tematiche per la visione dvd dell’opera omnia dedicata al bell’uomo al servizio di sua maestà
- Parafrasi del poetico dialogo con l’amico Gallizio al ristorante degli arancioni:
“per Natale, Gally, vorrei 1 fidanzato”
“ti aiuto a trovarlo?”
“no, intendevo… che devo farne fuori un paio per arrivare a 1”
- Bambolescente scende in campo e diventa imprenditrice
Siamo strani animali, con le braccia lunghe
novembre 30th, 2006 — Le Mezze Stagioni
Ci devono essere delle priorità nella vita. La mia è, volente o nolente, quella di verificare che chi mi sta vicino stia respirando nel sonno.
Mi sveglio per il rumore degli zoccoli dell’infermiere che passa in corridoio. Immagino di essere in collegio e faccio finta di dormire, anche quando entra nella stanza, arriva al mio letto, poi ci ripensa e torna indietro. Io sono in collegio e non devo farmi scoprire. La tizia del letto 56 sarebbe un ottimo palo per la fuga, è rigida, ha la schiena bloccata da una specie di morsetto che la ancora al letto come una sirena a prua. Un neon blu si fa strada dalla finestra e fissa la scritta “O No” sul pavimento lucido. Mi piacciono le lenzuola rigide, appena stirate in tintoria, però le lascio, devo proprio fare questa cosa. Scivolo fuori dal letto e trovo ai miei piedi delle pantofole, non ne calzo da decenni, mi piacciono. Mi servono a fare silenzio mentre mi avvicino al letto numero 56. La tizia respira, me ne assicuro. Allora torno nel mio letto e cerco di capire meglio a cosa si riferisca, cosa voglia dire quel messaggio: “O No”.
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
Il male che mi fa
ottobre 17th, 2006 — Le Mezze Stagioni
Ho la bocca calda, sotto i morsi che mi do.
Ho la bocca che si piega, come se dovesse venire a piangere da un momento all’altro.
Ho la bocca che mi bacia, stupida, le dita, perché è quello che ora ho.Ti direi di tornare con me, va bene lo stesso, se non fosse esattamente il male che mi fa.
Le Vacanze in una Stanza
agosto 1st, 2006 — Le Mezze Stagioni
Prima qui
con la ripromessa di stringere un massimo di tre mani e poi pensare solo a guardare, guardare e straguardare fino a farmi sanguinare gli occhi come una Madonna col Fantatrucco. Dicevo, Festival di Locarno, e poi subito ad appollaiarmi in una villa sul Lago Maggiore tra altri ospiti (che parlano lingue che non capisco). Questi arrivano con una proiezione delle loro vacanze sul genere Viaggio in Italia/Sono un Artista/Faccio Cinema – /Ma Rilassanti Cristosanto! – aggiungo io.
Io sarò di stanza in cucina prima delle feste in giardino e con il naso in un libro o in un quaderno da disegno per il resto del tempo.
Questi arrivano dopo di me e quindi La Padrona mi accoglierà dicendo “Scegli pure per te la camera che preferisci, Laura”. E il motivo per il quale sono contenta è in realtà concentrato tutto qui: non chiedo di meglio che scegliermi una stanza dalla quale ripartire.
F-E-R-M-A-T-E-M-I!
luglio 14th, 2006 — Le Mezze Stagioni
VENERDI’ oggi, sì: Joe Satriani (se trovo qualcuno disposto ad accompagnarmi a 2 ore d’ascolto di pura funambolia sulle corde)
SABATO Asian Dub Foundation
- “no non vengo, dico davvero, io non ho più l’età”
- “Ma se ci sei venuta anche lo scorso anno, e due anni fa!”
- “Ah, vabbè, non ricordo. Allora ci torno. Dimenticherò anche questo.”
DOMENICA C’è ancora “Jules et Jim” restaurato allo Spazio Oberdan? In alternativa mi limiterei a pizza&ceretta. “Ma tu, limonare mai?!” dice una voce alle mie spalle. Mi volto di scatto e non c’è nessuno.
LUNEDI’ Villa Arconati per Morrissey e riprendo finalmente a drogarmi.
MARTEDI’ smetto per la II volta di drogarmi. E mi trovo qualcosa da fare che abbia a che fare con la manipolazione e la ritualità.
Mondiali confusi
giugno 19th, 2006 — Le Mezze Stagioni

Sono vistosamente confusa. Anche riguardo questi Mondiali (vedi foto). Mi aggiro tra appartamenti non miei e il Circolino in cerca di un posto dove possano diventare quantomeno piacevoli.
Donna L. non prende nemmeno più Rai1 e ci siamo viste costrette a tirare un sassolino alla finestra dei vicini dalla quale risuonava già l’inno del Brasile. Sul terrazzino hanno un’amaca e una bandiera della Jamaica. Scopriamo così che in quella casa vivono sei studenti. Ma tu guarda. Ci fanno gentilmente salire. Ma tu guarda.
Conclusioni: Donna L. si è già ‘fidanzata’ con due di questi giovani coperti di tatuaggi. Le ho fatto notare più volte che “non è che a leccarli prima o poi vanno via”. Sempre la stessa storia. Ogni volta che la fulmino con gli occhi come per farle presente che non è più il caso di insistere sugli under25 lei mi risponde “Giuro che questo è l’ultimo. Daiii…”. E a me si apre il cuore e le faccio segno “…avanti…”
E sono comunque sicura che Donna L. abbia manomesso l’antenna della sua tv.
Ad ogni modo qui troverete tutte le puntate di MacchiaMondiale, quelle già trasmesse e registrate e quelle che verranno di qui alla finale.