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La bella estate

Cercasi spunti creativi per pubblicazione di aforismi su Zaccardo.
Non sarà applicata alcuna censura. Ringrazio anticipatamente.
update per gli Azzurri tutti
Vorrei incontrarti tra 100 anni
combatterò dalla tua parte
perché tale è il mio amore che per il tuo bene sopporterei ogni male

più ci consuma più ci avvicina

Italia – Ghana

Voglio un 3-0. Limpido. Come minimo.
Che poi con questo scarto vincano i nostri o il Ghana poco importa. E’ solo un miserrimo problema di dissociazione emotiva.
Quello che conta è che la situazione sia chiara e che non ci si possa ricamare e chiacchierare sopra facendo capriole di parole dopo questa sera.
E tutto il mio cuore va ad ogni modo a quest’uomo
Non è importante chi incontreremo nel secondo turno. Siamo forti abbastanza da arrivare in semifinale – ha detto il commissario tecnico del Ghana Ratomir Dujkovic – Anche se dovessimo affrontare il Brasile non ci sarebbero problemi“.
Un pezzo di cuore anche all’Angola che non so bene perché mi ha ricordato la filmografia di Buster Keaton. Valà.
Stasera RadioNation MacchiaMondiale, ovvero gente che disturba con commenti a sproposito mentre voi guardate la partita.
Appuntamento alle 21:00 (20.30, è meglio). In studio ai microfoni (sicuri, perché poi chissà chi si aggiungerà): Matteo Bordone, Michele Boroni, Laura Carcano, Carlo Giuseppe Gabardini, Teo Guadalupi, Paolo Madeddu e Gianluca Neri.

Lista: cose da fare prima delle 17.00 nella giornata perfetta

1. Capire se la pianta di limoni sia morta o se stia solo insinuando che non ho il pollice verde in quel suo ripiegarsi su se stessa.
2. Comprare un vestito che mi faccia sembrare un’ingenua e non dare retta alla commessa non dare retta alla commessa non dare retta alla commessa.
3. Chiamare papà e farmi raccontare ancora una volta i Mondiali dell’82 che seguimmo da Lignano Sabbiadoro. Una volta addolcito in questo modo spiegargli quella questione delle 14 multe per divieto di sosta e chiedergli quindi un rene. Ricordare di chiamarlo papino ripetutamente per ottenere l’organo.
4. Farmi coraggio. Assaggiare quella cosa verde nel barattolo perché sebbene giurerei di non aver invasato marmellata di fichi lo scorso anno mi pare strano sia conserva di pomodoro abbandonata a se stessa.
5. Per farmi consigliare un buon trapano da acquistare: pranzo con Maria in via Solferino. Prendere coscienza che le multe saranno quindi 15.
6. Portare Nipote Quattrenne al Parco Nord e farmi insegnare due o tre mosse di wrestling. Poi sedarlo in maniera il suo entusiasmo non intacchi la mia Posa Tintarella.
7. Pulire la vasca da bagno per bene dalla tintura a presa rapida che a 30anni una dovrebbe smettere di fare batik.
8. Lungo bagno. Puntare la sveglia per l’inizio del Circo di Apertura.

A ciascuno il suo viaggio. Fate silenzio.

Decidi di partire per la Malesia piuttosto che per Lisbona. C’è sempre quello che ti fa “Ah, io ci sono stato, devi assolutamente andare/fare/passare da…”
Sono quelli che vorrebbero tu ricalcassi il loro viaggio. Che incontrassi lo stesso “personaggio incredibile” e la stessa “ragazza bellissima” e che ti spalmassi proprio su “quella spiaggia da favola”.
Giorni fa ho sentito per coincidenza parlare di una persona della quale io non parlo. Non ne parlo perché, per quanto possibile, la tengo per me. La tengo per me soprattutto al mattino, quando difficilmente riesco a pensare ad altro.
E mi sono convinta che sentire parlare di lui è una cosa che non mi piace affatto. Sentire stralci di “So per certo che lui…” o “E’ amico del fidanzato di… che mi diceva che…”.
Mi sono allontanata dalla conversazione e ho finto di prepararmi un caffè.
Che è come quando ti raccontano il viaggio che vorresti fare. E ti vien voglia di turarti le orecchie e, semplicemente, partire.

Il biglietto

Ti chiederei di innamorarti di me come un seienne, come se ti scoprissi un’erezione per la prima volta. Subito dopo ti chiederei di attraversare la città e fermarti sotto il mio portone a far finta di niente e parlare soltanto, come un tredicenne. E poi di farmi male, un giorno sì e uno no, come si fa a vent’anni. E poi ti chiederei di tutto, come si fa a trent’anni.
E’ per questo che sono in fondo felice tu non voglia saperne di me.
Mi hanno raccontato la storia di una che beve troppo la sera e che una mattina si trova nel letto un bambino, nascosto tra le lenzuola, è certa di averlo partorito quella stessa notte. A ben vedere, il bambino è invece un nano ancora arrapato che quella ragazza ubriaca si è portata a casa dopo la festa.
Prima o poi anche io divento così. Succede sempre. Ciclicamente. Più interssata ai fatti (novità, cose-mai-viste, Mondo Bizzarro…) che alle persone (intelligente, fedele, sexy…).
Mi sono fidanzata con una boy band olandese una settimana di agosto di non so quanti anni fa. Con un vecchio porco con la fissazione delle sculacciate e una lunga lunga barca la settimana successiva. Poi c’è stato il peggiore, uno che voleva cambiare mezzo mondo con il suo esercito di anziani armati.
Quindi, se dico in giro che mi sto innamorando di te, alla luce di questo ne sono certa, sto mentendo.
Puoi chiedere in giro: io non sono una bava persona.
Però, prima o poi, magari, sali su.

Le vacanze dopo le vacanze

Come ogni estate io e Donna Ljuba siamo le sole femmine a piantare la tenda tra i mostri. Raggiungo in Salento il solito branco di maschi niguardesi tatuati
Tanto per intenderci parlo di
1. “LIBERTA’” tatuato in caratteri gotici sull’intero avambraccio
2. “100% LATINO” tipo bollo marcato sul costato
3. “ACAB” (All Cops Are Bastard) sulla schiena
La documentazione fotografica prossimamente
E lo dico adesso e non lo ridico più:

a. Al dodicesimo Vodka Lemon se non riesco a dire il mio nome per intero quando il Gatto me lo chiede (tatuaggio al punto 2), devo farmene una ragione, per quella sera non si beve più.
b. La spiaggia è qualche metro più in là. Non passerò l’intera giornata a smaltire dormendo in pineta.
c. non giocherò alla lotta sulla sabbia con Beppe (tatuaggio al punto 1) riportandone profonde ferite perché non sa controllarsi.
d. per una sera, almeno una, il dj non me ne vorrà, si può andare a dormire prima dell’ultimo pezzo.

è che poi, già lo so, torno che ho proprio bisogno di una vacanza…

Derby del Cuore

Ieri sera, come mossa da un invisibile burattinaio, in stato ipnotico mi reco all’Arena di Milano, braccia rigide e protese in avanti, a vedere il Derby del Cuore, la partita di beneficenza tra cantanti e attori tifosi di Milan e Inter.
La migliore in campo, lo dico subito, Katia del Grande Fratello. Ha firmato almeno duemila autografi solo nel primo tempo, ha baciato più bambini lei durante un solo rigore di quanti Michael Jackson in tutta la sua “pittoresca carriera”. Ha telefonato a casa “del mio amico Manuele, che guarda, proprio è pazzo di te, me lo fai svenire di sicuro, dai Katia chiamalo, salutalo soltanto, tieni il mio cellulare” voto: 7
La punta ideale per qualsiasi formazione (o gang bang) è però l’ex letterina siberiana Ludmilla Radchenko che, inerpicata su tacchi troppo alti anche per uno degli Orfei, ha atteso per due ore saltellando tra un callo e un durone il suo turno di intervista lampo a bordocampo. Il tempo le basta per capire che in campo non ci sono giocatori di serie A. Segue un pianto veloce.
Entusiasta, non può trattenere un gesto di vittoria del tipo “mavieniii” dopo aver finalmente risposto ad una domanda sociopolitica al microfono di Barbara Chiappini. Può andare a conludere la sua serata nel privè dell’Hollywood. voto: 8
Gullo, ormai al culmine della sua carriera che lo ha visto combattere negli stadi di tutto il mondo, ha segnato. voto: 10
Poi dicono che dalla tribuna stampa le partite si vedono meglio che dalla curva… tsè.

PROVA COSTUME

la prova costume non esiste:
lo sai, ogni giorno della tua vita,
non lo dimentichi mai,
com’è fatto il tuo culo.

esotismo niguardese

Disgusting Poetry

Alla mia inquilina di Caracas spiego cosa sono le castagne e com’è la neve a Milano. poi guardo il calendario e le racconto di S.Lucia che ai bambini si presenta portando i suoi stessi occhi su un piattino.
- Per non cedere alle richieste del fidanzato si strappò gli occhi, si dice bellissimi…
Poi lei mi racconta di Chavez…
Amiamo disgustarci a vicenda all’ora di cena.