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	<title>Bambolescente &#187; ora mi ricordo!</title>
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		<title>3/ I capezzoli: dai ciribiciaccolini al cloasma gravidico</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 13:18:13 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[ora mi ricordo!]]></category>

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		<description><![CDATA[Le donne parlano poco dei loro capezzoli. Citano spesso la massa delle tette, discutono sempre del sedere, a volte del loro ombelico, parecchio di unghie, ma mai dei capezzoli. La sola risposta che trovo a questa osservazione &#8211; una volta esclusi discrezione e imbarazzo &#8211; è che sono un punto debole, che a tutte piace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Le donne parlano poco dei loro capezzoli</strong>. Citano spesso la massa delle tette, discutono sempre del sedere, a volte del loro ombelico, parecchio di unghie, ma mai dei capezzoli. La sola risposta che trovo a questa osservazione &#8211; una volta esclusi discrezione e imbarazzo &#8211; è che sono un punto debole, che a tutte piace farseli toccare e che solo a parlarne mandano quindi in agitazione.</p>
<p>1989 &#8211; Io stavo seduta davanti a masticare il Travelgum, in maniera da poter correre veloce, con una mano premuta sulla bocca, a dare un malrovescio all&#8217;autista perché accostasse per farmi scendere. Avevo fatto anche la coda di cavallo quella mattina, per non vomitarmi sui capelli.<br />
All&#8217;estremità opposta del pullman c&#8217;era Doriana che aveva già le tette, e a me parevano enormi. <strong>Al tempo avevamo tutte i capezzoli rosa, di un colore così bello che mica potevi chiamarlo color carne</strong>. Poi da adulte ti tocca anche il cloasma gravidico, così si chiama quella sferzata di melanociti che fa diventare scuri anche i capezzoli se ti fai mettere incinta, o se ti fai venire una gravidanza isterica di tutto punto. Mentre considero ragionevole che ti si sfondino i fianchi, o che i muscoli vaginali ti vengano recisi con un colpo di forbici, trovo invece inutile e spietata la natura che ti tinge di nero i capezzoli, come fosse affar suo.<br />
Doriana stava sui sedili in fondo a baciare con la lingua prima Guido e poi Fulvio, a seconda che il pullman andasse o tornasse dall&#8217;abbazia di Chiaravalle. Gli altri cantavano tutti in coro <em>Albachiara</em>, ma mica lo facevano apposta.<br />
<em>Nota a margine</em>: <strong>l&#8217;onanismo nella canzone italica </strong>(chi respira piano, chi trova l&#8217;America e chi una carezza in un pugno&#8230;) è una tematica che questi ragazzini avrebbero affrontato solo molto più tardi, oppure mai.<br />
Mentre a Chiaravalle il coro della <em>Schola</em> cantava allegro (come solo un canto gregoriano nell&#8217;oscurità di un abside sa essere) a me venivano toccati i capezzoli per la prima volta. La filastrocca me l&#8217;aveva insegnata mio papà e sotto la torre della Ciribiciaccola dotata di cinquecento ciribiciaccolini tentai di rispondere alla domanda <em>Val pusè ona ciribiciaccola o cinqcent ciribiciaccolin?</em> Non trovai risposta. Rodolfo mi aveva presa alle spalle e detto qualcosa che non avevo fatto in tempo a capire prima che arrivasse veloce con le mani sotto la mia maglietta. <strong>E, posso dirlo con certezza, da quella prima, fino all&#8217;ultima volta in cui mi hanno toccato i capezzoli mi è sempre, sempre, piaciuto</strong>.<br />
<em>Nota a margine per Andrea</em>: i copricapezzoli li usano solo le ballerine di lap dance e le neo-mamme che non vogliono macchiarsi la camicetta. I copricapezzoli non sono un regalo da farsi a una donna, anche quando hanno dei led lampeggianti o un batacchio in bronzo, credimi.</p></blockquote>
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		<title>La sola cosa che so del matrimonio (e altre cose divertenti che forse non farò più)</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Aug 2006 13:33:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Primo, perché è uscita testa &#8230;it&#8217;s my wife and it&#8217;s my life And I guess that I just dont know&#8230; Ha appena compiuto vent&#8217;anni e gira per la sua città, uno schifo di città, con dei jeans grigi consumati come la pelle di un topo e un foulard infilato nei passanti. Ha quella magrezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Primo,<br />
perché è uscita testa</em><br />
<em>&#8230;it&#8217;s my wife and it&#8217;s my life<br />
And I guess that I just dont know&#8230;</em></p>
<blockquote><p>Ha appena compiuto vent&#8217;anni e gira per la sua città, uno schifo di città, con dei jeans grigi consumati come la pelle di un topo e un foulard infilato nei passanti. Ha quella magrezza caratteristica di chi dimentica per giorni e giorni di mangiare e si tratta un po&#8217; così per tanti anni. Se non fosse per la pelle olivastra lo si direbbe essere uno di quelli che abitano le fogne. Calza degli anfibi ormai morbidi come spugna, sono uguali a quelli della ragazzina che gli va incontro sui binari della stazione in un piccolo vestito a quadretti. A dire il vero lui e la ragazzina sono identici, i capelli lunghi, il taglio degli occhi, quell&#8217;aria da elfi spettinati, li si direbbe fratelli. La ragazzina che scende da quel treno sa bene che non si diranno niente. Alla ragazzina si allungano di alcuni metri le braccia coperte di bracciali, e lui se la tiene appesa al collo senza dire niente per più di un&#8217;ora. Se lui la chiama amore, ormai lei si è abituata a fare lo stesso dopo tanti anni di incontri alla stazione.<br />
Per raggiungere il parco più vicino scavalcano decine di amici stesi sulle panchine o raccolti sui muretti. Solo alcuni di questi alzano la testa e li salutano con un cenno prima di ricadere a occuparsi d&#8217;altro. A lei non è più permesso intrattenersi a parlare con questa gente che dondola alle spalle del parco giochi. Lui lo fa solo per non sembrare maleducato e fare censimento.<br />
I due innamorati sono seduti sul prato quando lui tira fuori dalla tasca dei pantaloni la partecipazione al matrimonio, spiegazzata.</p>
<blockquote><p>- <em>Ti piace com&#8217;è venuta?</em><br />
- <em>Pensavo ci dovesse essere anche una frase, in oro, qui in alto magari&#8230;</em>- lei con il dito disegna immaginari ghirigori sul biglietto.<br />
- <em>E cosa ci vuoi far scrivere?</em><br />
- <em>Non so&#8230;</em> &#8211; lei si morde il labbro come fa ogni volta che cerca una risposta.<br />
- <em>Ce la faccio mettere la frase quando ti viene in mente</em>.<br />
- <em>Non fa niente&#8230;</em></p></blockquote>
</blockquote>
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		<title>Io sono tutta da rifare</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jul 2006 12:06:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non sapevo perché, ma quando ero bambina non c&#8217;erano femmine in casa a spiegarmi come si comporta una signorina, come ci si tiene e come ci si trattiene. Ho usato allora tutto quello che era rimasto a mia disposizione per ovviare il problema. E temo di essere finita irrimediabilmente fuori strada e fuori moda. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Non sapevo perché, ma quando ero bambina non c&#8217;erano femmine in casa a spiegarmi come si comporta una signorina, come ci si tiene e come ci si trattiene. Ho usato allora tutto quello che era rimasto a mia disposizione per ovviare il problema. E temo di essere finita irrimediabilmente fuori strada e fuori moda. Per prima cosa ho iniziato a studiare i manuali di ricamo e di sartoria datati anni &#8217;60. Nei volumi alti quanto me qualcuno aveva raccolto tra le pagine i cartamodelli in ordine di stagione. Non c&#8217;era sempre stoffa, li realizzavo quindi il più delle volte con ago e filo e carta da regalo, e così ogni abito finiva col sembrare quello della segretaria di Babbo Natale. Presto queste dispense di cucito sono misteriosamente sparite dagli scaffali. Sono quindi passata senza pormi troppe domande ai libri di cucina e ne ho imparati a memoria parecchi, altri per precauzione li trascrivevo su dei quaderni, prima che mi venissero sottratti anch&#8217;essi. Non ho mai bruciato la cucina e ho imparato a chiedere &#8220;cosa vuoi per cena?&#8221;.</p>
<p>E così ora  mi trovo ad essere una signorina tutta da rifare.<br />
Ancora oggi non so perché non ci fossero femmine in casa, non ho più domandato. </p></blockquote>
<p><img alt="moira.jpg" src="http://www.bambolescente.com/moira.jpg" width="377" height="500" /><br />
La foto è di <a href="http://www.artopiagallery.it/html/mostre/moiraricci.html">Moira Ricci </a></p>
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		<title>Re-edit post: esperimento 2004-2005 sul Ritorno alla Verginità</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jul 2006 10:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Carcano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;astinenza sessuale protratta a lungo (volontariamente e con estrema facilità) è roba da fanatici e può compromettere seriamente la più complessa sfera affettiva. Prese le debite distanze dalla mia personale esperienza posso dire che di solito si finisce &#8211; dopo anni &#8211; col tornare con un qualsivoglia ex perché non ci si sentirebbe altrimenti al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>L&#8217;astinenza sessuale protratta a lungo (volontariamente e con estrema facilità) è roba da fanatici e può compromettere seriamente la più complessa sfera affettiva. </strong><br />
Prese le debite distanze dalla mia personale esperienza posso dire che di solito si finisce &#8211; dopo anni &#8211; col tornare con un qualsivoglia ex perché non ci si sentirebbe altrimenti al sicuro con degli sconosciuti (altrimenti detti  Immeritevoli Mortali).<br />
Datato 2004-2005 (due anni tondi tondi di astinenza&#038;disamore). Avevo chiamato il suddetto progetto &#8220;Esperimento sul Ritorno alla Verginità&#8221; (ma anche &#8220;Esperimento del Cavolo, Ma Perchè No?&#8221;) sottotitolo &#8220;VoglioTornarBambina&#8221;.<br />
<strong>Ad oggi posso con certezza affermare che si trattava di un semplice Delirio di Potenza Organizzato. Una bazzecola presuntuosa (e mai gravosa, non a caso= le facili imprese raramente danno ottimi frutti) che si invola dieci centimetri sopra la testa dei miseri mortali (quelli alle prese con coinvolgimenti affettivi o presunti tali) per scacazzare in maniera disonesta dall&#8217;alto. E&#8217; oltretutto una posa egotica che permette tutte le attenzioni convergano unidirezionalmente sul soggetto in questione.<br />
Il solo motivo per il quale posso consigliare di tentare l&#8217;esperimento è che si rivelerà sicuramente un toccasana per l&#8217;autostima (un pò come lo sarebbe l&#8217;avere il diritto di vita o di morte sul resto del mondo).</strong><br />
di seguito gli appunti riportati all&#8217;epoca su questo blog datati 2004-2005 relativi allo stesso esperimento:</p></blockquote>
<p><span id="more-423"></span></p>
<blockquote><p>Esperimento sul Ritorno alla Verginità<br />
<strong>1. sono 365 giorni che non faccio sesso. </strong><br />
e questo è un post serissimo.<br />
Voglio vedere se dopo 18 mesi di attesa ne uscirà qualcosa di diverso dal solito. Mancano quindi sei mesi all&#8217;esito dell&#8217;esperimento.<br />
Il sottotitolo dell&#8217;esperimento è VoglioTornarBambina500S. Esattamente un anno fa ho deciso di provare questa cosa perché non avevo di meglio da fare ed è finita che l&#8217;ho presa sul serio, di molto.<br />
Se qualcuno avesse già testato la cosa e volesse anticiparmi i risultati dettagliati dell&#8217;esperimento, io stasera avrei un appuntamento con un signore di mezz&#8217;età parecchio carino (scherzo: stasera al cinema con gli amici)<br />
<strong>2. Oggi festeggio due anni dall&#8217;inizio dell&#8217;<em>Esperimento sul Ritorno alla Verginità</strong></em>, altrimenti detto <em>Esperimento del Cavolo, Ma Perchè No?</em>. Si è protratto più a lungo del previsto. Ma era necessario.<br />
- <em>Due anni?&#8230;</em><br />
- <em>&#8230; Ma io pensavo che  parlassi di digiuno dalle relazioni, insomma, credevo ci fosse un Pisello del Mese e un TakeAway a uno schioppo di telefonata pronto a entrarti nel letto&#8230;</em><br />
- <em>Niente di niente, invece. La regola era questa.</em><br />
- <em>Fammela vedere!</em><br />
- <em>&#8230;?!</em><br />
- <em>Voglio vedere se è diversa dal normale. Se è cambiata&#8230;</em><br />
- <em>Piantala! Ammazza sta canna e andiamo a farci una ceretta piuttosto&#8230; dai, sù, sbrigati.</em><br />
<strong>3. Primi Risultati:</strong><br />
a) Mai esperimento ha necessitato uno sforzo tanto ridotto.<br />
b) Ho scritto una canzone sulle note di <em>All By Myself </em>per l’occasione e me la canticchio in vasca tutta contenta.<br />
c) la mia vita ha evidentemente sempre obbedito a una Legge dei Grandi Numeri: a tutti o a nessuno.<br />
d) Il risultato fondamentale è la disabitudine:<br />
<strong>Due anni hanno temporaneamente debellato la mia voglia di cazzo (non suona raffinato ma chiamarla in altro modo sarebbe sciocco. Si accettano in tal senso idee e contributi). L’imbarazzo di un saluto veloce sotto il portone, magari un bacetto, quando mi riaccompagnano a casa mi mette il panico addosso. Ho provato a pensarci: l’idea che qualcuno mi slacci i pantaloni per infilarci una mano dentro mi agita non poco. Il sesso orale non lo metto nemmeno in discussione. Mi agita molto meno l&#8217;idea a farlo sia qualcuno che lo ha già fatto in passato.</p></blockquote>
<p></strong></p>
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		<title>La forma di un portafortuna</title>
		<link>http://www.bambolescente.com/2006/06/01/la-forma-di-un-portafortuna/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jun 2006 10:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Carcano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vado a restituire un mazzo di chiavi, magari non proprio dietro l&#8217;angolo, ma è giusto che ci vada io. Spieghi alla zia che no, non starai via molto. Le spieghi dove si trova il Messico e che no, i messicani non sono cattivi. Buena gente. Le spieghi che sì, sicuramente le porterai un souvenir, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vado a restituire un mazzo di chiavi, magari non proprio dietro l&#8217;angolo, ma è giusto che ci vada io.<br />
Spieghi alla zia che no, non starai via molto. Le spieghi dove si trova il Messico e che no, i messicani non sono cattivi. <em>Buena gente</em>.<br />
Le spieghi che sì, sicuramente le porterai un souvenir, una cartolina no, non è così facile.<br />
Poi lei insiste per farti un regalo: un trolley.<br />
Ora, chiaramente non mi ci vedo a trascinarmelo dietro tra le sterrate di San Juan. Lo lascerò a casa.<br />
E penso che solo mia zia sa intenerirmi così.<br />
Poi, mentre preparo lo zaino, mi ricordo che la prima volta, dieci anni fa, ci misi anche un paio di sandali con il tacco alto. E ho la chiara percezione di cosa sia esattamente &#8220;un portafortuna&#8221; e di quali forme insolite possa prendere a volte.</p>
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		<title>Remember the promise you made</title>
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		<pubDate>Sun, 21 May 2006 14:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Carcano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ragazzina ha il vizio di mordersi le labbra quando pensa troppo. In realtà non ha ancora l’età per dei ragionamenti complessi. Le sue sono solo raffiche di fantasie che hanno per tema “quando sarò grande…”. Lei sta seduta sotto il ciliegio nei giardini di Via Veglia e sfoglia il manuale di orientamento per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La ragazzina ha il vizio di mordersi le labbra quando pensa troppo. In realtà non ha ancora l’età per dei ragionamenti complessi. Le sue sono solo raffiche di fantasie che hanno per tema “quando sarò grande…”.<br />
Lei sta seduta sotto il ciliegio nei giardini di Via Veglia e sfoglia il manuale di orientamento per la scelta della scuola superiore. Ha fatto un’orecchia alla pagina che presenta il Liceo Classico G. Parini di Milano: Buzzati e “La Zanzara” e Tobagi e altre cose che amici più grandi le avevano raccontato. Sa di essere fortunata a poter accedere a tutte quelle informazioni. Sono mesi che partecipa alle conversazioni dei grandi. Le è permesso solo perché uno di loro si è innamorato di lei e lo ha ammesso davanti a tutti, T. compreso. T. (non si chiamava così al tempo) che un giorno le disse “<em>sei un mostro, ragazzina… lascia perdere noi, i libri e i giornali e vai a giocare con le tue amiche</em>”. Lei in quel momento capì che qualcosa non andava in lei, perché T., probabilmente, avrebbe semplicemente voluto baciarla. Fu così che paradossalmente lei smise da quel giorno di vedere le sue amiche.<br />
L’ombra sotto il ciliegio si è spostata, lei si alza. Ora la si può vedere meglio: decisamente troppo donna per i suoi 13 anni. Lo dicono tutti, le malelingue gli ammiratori e anche papà lo pensa.<br />
Il greco antico è una decisione difficile. In una sola settimana ha fatto la prima e la seconda scelta della sua vita.<br />
La seconda è quella più semplice:<br />
-	<em>Se domani ti va…io e te, intendo…</em> &#8211; lui ha più di vent’anni e forse per questo non sembra convinto di volerlo dire proprio a lei. Ma questo la ragazzina non lo sa.<br />
-	<em>Cosa?</em><br />
-	<em>Domani ho la casa libera e allora pensavo…</em>- il ragazzo tiene lo sguardo basso.<br />
-	<em>Fantastico! Passo da te domani  a pranzo.</em><br />
Lei gli si aggrappa al collo qualche minuto e poi si infila felice nel portone.<br />
Racconto questo perché proprio questa notte mi e venuto un dubbio. Potrebbe essere successo che lui si sia sentito, allora, o più tardi negli anni, in colpa per qualcosa. Può essere che abbia pensato o pensi ci fosse qualcosa di sbagliato.<br />
Dopo aver preso appuntamento per fare l’amore con il suo ragazzo, lei si infila nel portone e sale a casa. Si mette a tavola con papà ed è certa che questi leggerà i suoi pensieri. Nella testa di lei si sentono risate e musica e battiti e si ripetono solo due cose: “Dio, come sono felice”, “Non so bene come si fa. Pazienza, non sarà un problema.” “Dio, come sono felice”…<br />
Poi ci fu quel pomeriggio confuso con le tapparelle abbassate e in quel disastro lei, stupida, non capiva che non sarebbe mai più stata così bella come in quel momento. Poi ci fu solo confusione e mai più le tapparelle abbassate.<br />
Una cosa che lei ricorda è che lui aveva cucinato per lei. Un uomo era ai fornelli, nervoso, per lei, prima di accompagnarla nel letto. E a lei non sembrava vero.<br />
Delle cose accadute da quel pomeriggio a oggi ne so davvero poco. E me ne scuso.<br />
Lei aveva paura “Io sono sbagliata. Lui adesso mi lascia e allora me ne vado via prima io”. Un giorno lei gli raccontò un fatto e lui non le credette. Se ne andò via prima lei.<br />
Fu così che non si videro più.<br />
Certo, lui negli anni mandò fiori e lettere e citofonò pregando per un qualcosa. Ma lei aveva da fare con i suoi 15 anni, poi fu impegnata con i 17, presissima intorno ai 19 e così via…<br />
Racconto questo perché (se per un caso fortuito quel poco più che ventenne oggi dovesse leggere) io vorrei essere certa di essermi davvero spiegata.<br />
Non c’era niente di male, niente davvero.<br />
Augurerò alle mie figlie “troppo giovani” qualcosa di simile.<br />
Quella storia così sbagliata le ha salvato la vita, tutta quanta la vita intendo. Ne ha cambiato il verso, e nient’altro lo ha più fatto in ugual misura.<br />
Quell’estate lui disse che si sarebbe occupato di lei per sempre.<br />
Sono cose che si dicono.<br />
Non potevo immaginare che lui, in un modo o nell&#8217;altro, avrebbe davvero mantenuto la promessa.</p>
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		<title>BlogFest</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2004 12:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Carcano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[io la bLOgFest, non so voi, me la immagino un pò come quando al mio settimo compleanno la torta di frutta si è sciolta le candeline han ceduto e la tovaglia in tinello è andata a fuoco. Oppure come quando nel &#8217;95 ci siam presi due micropunte a testa e siamo andati a ballare nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io la <a href="http://www.macchianera.net/archives/2004/10/blogfest_2004_t.html">bLOgFest</a>, non so voi, me la immagino un pò come quando al mio settimo compleanno la torta di frutta si è sciolta le candeline han ceduto e la tovaglia in tinello è andata a fuoco.<br />
Oppure come quando nel &#8217;95 ci siam presi due micropunte a testa e siamo andati a ballare nella pineta di Viareggio e IlGatto ha fatto a pugni con RaffaCaraffa perché lo aveva visto/immaginato nascosto dietro un pino marittimo roteare vorticosamente e trasformarsi in &#8220;<em>Mazinga armato fino ai denti</em>&#8220;.<br />
Oppure come quando la Sbraletta alla festa di classe  è svenuta in bagno e io non sono riuscita a evitare sbattesse la testa in sequenza contro lavello &#8211; bidet &#8211; pavimento. E allora la ho arrotolata nello zerbino del bagno e poi ho chiesto agli altri di tenere il segreto &#8220;<em>ho qualcosa da dirvi, ma dovete stare dalla mia parte. Adesso andiamo sulla Martesana e<br />
la buttiamo nel fiume</em>&#8220;. E quando la hanno rianimata (loro) lei mi ha pure ringraziato per averla aiutata.<br />
Insomma. la immagino un pò riuscita così, che se poi magari non vengo non dovete stupirvi.</p>
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		<title>UNA VITA DA MEDIANO</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2004 19:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Carcano</dc:creator>
				<category><![CDATA[ora mi ricordo!]]></category>

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		<description><![CDATA[Conosco un calciatore. ora si occupa di arte contemporanea. Hai un lungo passato da calciatore di discreto successo. Direi che è un dato sufficiente a considerarti un gallerista quantomeno atipico. O uno sportivo insolito. Come hai iniziato la prima delle tue carriere? Io, fino ai 15 anni non sapevo parlare l&#8217;italiano e non conoscevo altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conosco un calciatore. ora si occupa di arte contemporanea.<br />
<strong>Hai un lungo passato da calciatore di discreto successo. Direi che è un dato sufficiente a considerarti un gallerista quantomeno atipico. O uno sportivo insolito.<br />
Come hai iniziato la prima delle tue carriere?</strong><br />
Io, fino ai 15 anni non sapevo parlare l&#8217;italiano e non conoscevo altro che la mia città, e mi dicevo che fare il calciatore fosse il massimo.<br />
Nessun’altra vita professionale mi avrebbe dato la possibilità di esaudire alcuni desideri: come conoscere Margaretha Von Trotta, la mia regista preferita allora, conosciuta a Ferrara con il permesso di un allenatore che rimase stupito a questa mia richiesta, stupore di tutta la squadra (anche se oggi preferisco Almodovar). Ho poi avuto la possibilità di intervistare, in un ritiro prepartita, Ernesto Treccani, un grande dispensatore di emozioni. Ho incontrato anche Jack Cousteau, lo scienziato della Calypso che tanto mi aveva affascinato alla TV.<br />
<strong>Come venivano presi da quel mondo questi tuoi “moti culturali”? </strong><br />
Pensa che per frequentare un corso di mimo con Ive Le Breton scappavo dal ritiro la sera per andare a Bologna e seguire le lezioni &#8211; mi avrebbero ucciso se lo avessero scoperto.<br />
<strong>Cercare altro, spezzare le linee, non era in qualche misura rinnegare la grandezza della Gloria Calcistica?</strong><br />
Per me queste fughe nella cultura sono state emozionanti al pari dei successi sul campo. Certo, giocare davanti a 50-60 mila persone, sentirsi un idolo in una città perché in quell&#8217;anno sei stato il migliore della squadra, rivedersi su RAI 2 al ritorno dalla trasferta, leggere il tuo nome a caratteri cubitali sui giornali… tutto questo è meraviglioso. Ma per me che ero e sono soprattutto un curioso le conoscenze che ho fatto sono state davvero gratificanti.<br />
Ho avuto la fortuna di marcare Zico, Antognoni, Matteoli, D’Amico… Il giocatore che però mi ha emozionato di più è stato Angelo Domenghini – quando faceva l’allenatore – avevo ancora in mente le riprese in bianco e nero dei suoi mondiali del ’70 e nel rivederlo dal vivo e a colori non mi sembrava esser vero.</p>
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		<title>ConsigliConigli</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2004 19:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Carcano</dc:creator>
				<category><![CDATA[ora mi ricordo!]]></category>

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		<description><![CDATA[LUGLIO 1994 col senno di poi. esistono bravi dispensatori di consigli: &#8220;credo lui mi tradisca, credi dovrei seguirlo?&#8221; &#8220;mi hanno proposto un aumento di stipendio ma dovrei cambiare ufficio&#8230;&#8221; &#8220;Croazia o Sardegna?&#8221; bravi dispensatori di consigli. graziealcazzo. Morgan è un camionista belga con le fattezze di un OrcoBuono. Ha tanti peli rossi sparsi sulla faccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LUGLIO 1994<br />
col senno di poi.<br />
esistono bravi dispensatori di consigli:<br />
<em>&#8220;credo lui mi tradisca, credi dovrei seguirlo?&#8221;<br />
&#8220;mi hanno proposto un aumento di stipendio ma dovrei cambiare ufficio&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Croazia o Sardegna?&#8221;</em><br />
bravi dispensatori di consigli. graziealcazzo.<br />
Morgan è un camionista belga con le fattezze di un OrcoBuono. Ha tanti peli rossi sparsi sulla faccia e il corpo da sembrare prodotto dalla Trudy.<br />
La sua fidanzata è segretaria nell&#8217;azienda dove lui presta servizio come camionista. Il capo se la sbatte quotidianamente, lei non batte ciglio perchè con la madre malata e le cure costose non può permettersi di perdere il lavoro.<br />
Morgan un giorno scopre la cosa e si permette di difenderla attaccando al muro Il Porco. E&#8217; licenziato. Il Porco, essendo amico delle forze dell&#8217;ordine locali, ottiene che Morgan non possa arrivare oltre i 4 km dalla ditta. Tutte le aziende di trasporti di quella cittadina si trovavano in questo territorio. Morgan, la ragazza e altri tre colleghi denunciano il Porco con una manciata di capi d&#8217;accusa.<br />
Il Porco esce dalla caserma tra le pacche amichevoli dei suoi amici sbirri.<br />
Morgan viene in Italia a far svernare i suoi vecchi genitori. Racconta a me e a quei balordi dei miei amici la situazione.<br />
Ci spiega anche che lo hanno appena chiamato i suoi amici dal Belgio perchè hanno trovato uno che ammazza la gente a pagamento, &#8220;l&#8217;ideale sarebbe farlo fare ora che risulto in Italia, comunque mi verranno a cercare ma almeno quello smette di perseguitare il mio amore&#8221; e tira fuori una foto dove lui indossa il vestito buono seduto a tavola con i genitori di lei.<br />
ci chiede consiglio.</p>
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		<title>cambia el RUMBO el CAMINANTE</title>
		<link>http://www.bambolescente.com/2004/09/28/cambia-el-rumbo-el-caminante/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2004 23:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Carcano</dc:creator>
				<category><![CDATA[ora mi ricordo!]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci son regole altre. Facile è commettere un errore a San Juan Chamula. Ed essere conseguentemente mandati a quel paese in dialetto lacandón o in lingua tzotzil. consiglio l&#8217;esperienza. Da casa mia si vedeva il cimitero, con le croci turchesi. Vedevo anche Lise tornare da scuola &#8211; lei era una Balia-Matrioska: meno di un metro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci son regole altre. Facile è commettere un errore a San Juan Chamula. Ed essere conseguentemente mandati a quel paese in dialetto lacandón o in lingua tzotzil.<br />
consiglio l&#8217;esperienza.<br />
Da casa mia si vedeva il cimitero, con le croci turchesi. Vedevo anche Lise tornare da scuola &#8211; lei era una Balia-Matrioska: meno di un metro di bambina che nascondeva nello scialle un&#8217;altra bambina (sorella) ancor più piccola.<br />
Io ero lì per imparare a disegnare dai bambini.<br />
esempio:<br />
(disegno una freccia)<br />
IO: <em>Lise, guarda questo disegno: cos&#8217;è?</em><br />
LISE: <em>fuego&#8230;?</em><br />
(le chiedo allora di disegnarmi una freccia e Lise traccia a dimensioni reali un capolavoro dettagliatissimo)<br />
IO: <em>me lo regali?</em><br />
LISE: <em>1 peso.</em><br />
IO: <em>Vale.</em><br />
Con quel peso (=1$) Lise ci si è comprata una CocaCola. Che non ha bevuto. Mi chiede di accompagnarla. E&#8217; entrata in chiesa ed è passata sotto le statue dei santi puniti (senza braccia, senza gambe, perchè non hanno saputo proteggere il paese).<br />
Lise si inginocchia sugli aghi di pino che coprono il pavimento. E accende una Vela Negra. Perchè qualcuno ha fatto del male alla sua famiglia. La CocaCola la beve e la sputa a terra recitando tra un gargarismo e l&#8217;altro la sua preghiera.<br />
<strong>La CocaCola è sacra e le frecce non sono sempre frecce e io conosco una canzone che fa</strong><br />
<em>Cambia lo superficial<br />
cambia también lo profundo<br />
cambia el modo de pensar<br />
cambia todo en este mundo<br />
Cambia el rumbo el caminante<br />
aunque esto le cause daño<br />
y así como todo cambia<br />
que yo cambie no extraño<br />
Pero no cambia mi amor<br />
por mas lejos que me encuentre<br />
ni el recuerdo ni el dolor<br />
de mi pueblo y de mi gente<br />
Lo que cambió ayer<br />
tendrá que cambiar mañana<br />
así como cambio yo<br />
en esta tierra lejana<br />
Cambia todo cambia<br />
Cambia todo cambia&#8230;</em></p>
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