- Sai Laura, ieri sono uscito a cena con quella presentatrice nevrotica (bla, bla) aveva delle unghie incredibili, con una lunga punta bianca un po’ squadrata. Mi ha chiesto di rivederci…
- Le ragazze con lunghi artigli riescono a masturbarsi solo nei film pornografici. Immagino ci sia un trucco, come in ogni cosa impossibile resa possibile dal cinema.
- Cosa vuoi dire?
- Con quelle unghie io finirei all’ospedale un orgasmo sì e uno no (e non senza un certo imbarazzo). Se poi voi uomini volete concedere incautamente i vostri orpelli a quelle tenaglie, liberissimi di farlo. Ma quantomeno premuratevi di saper dare un nome al vostro dolore!
- Che…?
- Si chiama french manicure.
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Dare un nome alle proprie sofferenze
febbraio 3rd, 2008 — Senza categoria
Un’Italia diversa /1
gennaio 25th, 2008 — Senza categoria
- Caspita, l’annunciatrice di Rai1 tutta seria in volto ha appena detto che OGGI “La prova del cuoco” non andrà in onda!
- …?
- Non capisci, è il segno definitivo: non viviamo più nella stessa Italia che conoscevamo fino a IERI!
- Non ti preoccupare, Laura: se la Clerici non ci sta e si dimette, sarà Vissani a operare il rimpasto.
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La neve e le brutte ferite (le donne brutte).
gennaio 6th, 2008 — Senza categoria
- “In ogni caso, poi, la gente sai che cosa vuole?”
- “No Vasco, sentiamo la cazzata…”
- “Vuole Natale con la neve”
- “Eh, certo. Cosa te ne fai della salute e dei milioni, quando invece puoi avere la neve?!”.
Lo so che è stupido pensare sia successo solo nel mio cortile. Ma credo solo a quel che vedo.
E quel che vedo è la neve tra il cancello e la magnolia, ed il lampione acceso. Quel che vedo è che la gente non si cura, del modo in cui cammina e ti scosta e passa sopra e poi avanti. Quando basterebbe solo scegliessero il giusto passo, per non lasciarti cadere. Certa gente non dovrebbero lasciarla uscire. Per paura di averci a che fare, resto a casa, a pensare sia tutto in cortile.
Veglione 2008. Chi avete invitato?
gennaio 1st, 2008 — Senza categoria
Il nuovo anno lo vedo così.
A volte per cambiare le cose ci vuole molto tempo, altre volte non serve affatto. In una sola giornata puoi metterci anche un paio di intere rivoluzioni e arrivare la sera che sei a malapena stanco. La questione è “cambiare”, dicevo. Sarà anche perché fuori fa freddo, ma a me pare sia facile come scendere con uno slittino. Saranno anche i soliti buoni propositi per il nuovo anno, ma a me pare sia iniziato prima.
Ad esempio, stanotte mi è bastato contare al contrario, da dieci a mezzanotte. Una manciata di secondi per capire chi mi piace e chi no. Nomi e cognomi.
E’ la prima volta che guardandomi intorno al veglione di Capodanno riesco a contare tutte persone che mi piacciono, nessun intruso. Ed è così che andrebbero sempre fatti gli inviti.
Non parlo solo delle feste. Lo devi fare anche quando ti confidi, quando presenti una tua idea. Devi sapere bene chi stai invitando. Lo devi fare anche quando inviti un uomo a salire da te, perché se non sei attenta finisci col lasciar entrare degli intrusi. Un invito sbagliato puoi rinnovarlo anche per mesi se non sai chi ti piace e chi no.Di seguito metto le foto di alcuni dei convenuti per il veglione 2008, le poche che sono riuscita a scattare…
La bellezza del pisello
dicembre 27th, 2007 — Senza categoria
- Vedi, questo è Il libro delle più belle favole del mondo
- Leggimi i titoli
- La Bella Addormentata, Barbablù… La Principessa sul pisello
- Nah. Giuramelo!
Questo è il punto, vecchio mio
dicembre 22nd, 2007 — Senza categoria
Vi credete degli artisti? Sapete riconoscere un artista? Ne conoscete le regole? Le sole vere regole, intendo. Eccole.
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Questa è la prima regola e risponde alla tormentata domanda “Ma che diamine sto facendo?”. L’arte non è mai caduta in disuso ed è longeva. Questo significa che ad oggi non ne abbiamo potuto fare a meno. Se è vostra natura fare arte sappiate quindi che state facendo qualcosa che serve. Va specificato che in questo sistema antropologico-evolutivo un artista rimane uno che non vale un cazzo, è solo il tubo attraverso cui passa roba che serve.
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Risponde alla domanda “Ma io sono un artista?”. L’arte è esattamente la prima cosa che ti viene da fare se sei un artista. Non devi deciderti a farla, la fai e basta. E’ un gesto facile il fare arte e il più delle volte ti è facile da tutta la vita. Fai la cosa che ti riesce più facile e avrai più possibilità di fare arte. Se non ti è facile fare, se tergiversi, molto probabilmente non sei un artista.
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Sapete perché molti grandi artisti per natura sono morti senza fare mai arte? Perché hanno sottovalutato la terza regola e non si sono concentrati (vedi: rannicchiati). L’arte inizia e finisce con te che la fai. Non è una figura romantica quella dell’artista con ossessioni sempre uguali e tormenti sempre nuovi, quello che deve financo isolarsi, e che non può avere una vita. Se hai una vita, soprattutto se hai un uomo su cui riversare delle cose, allora tu quest’arte invece che nell’arte la metti dentro alla vita e dentro a quell’uomo. E non c’è vita e non c’è uomo che possa sopportare l’arte. L’arte devi metterla solo nell’arte. E poi devi andare al bancone dei bar di notte, o non uscire affatto, e non devi partorire se ti è possibile, e vai ai funerali, ma che valgano giusto una messa. Il mio consiglio: se vuoi una vita, allora datti alla Comunicazione, ti troverai abbastanza bene (e il lutto ti starà d’incanto).
Ora, scusate, ma vado di fretta, che ho finalmente da fare. E di certo non è amore, e non lo era.
o.t. quest’uomo è la più bella forma di generosità che io abbia mai visto dal vero.
Auguri, neh
dicembre 20th, 2007 — Senza categoria
Io vi auguro un buon Natale e tanta felicità
ma tanta davvero.Prendete me, e il mio Natale pieno di allegre icone caratteristiche della festa:
ho un elfo del villaggio di Ambra Orfei alto due metri ospite sul divanoletto, ho una tale ansia da abbandono che da giorni faccio la ronda tra amici e parenti per essere certa vogliano ancora vedermi e ho speso due stipendi in regali perché mi vogliano bene per sempre. Ho sognato che Babbo Natale mi diceva che di regali per me non gliene sono mica arrivati, “però se vuoi puoi stare tra le renne e correre” – mi diceva nel sogno.Prendete me, e le mie allegre icone natalizie
e siate felici,
tanto.
Che lavoro deve fare un uomo per conquistare una donna?
dicembre 19th, 2007 — Senza categoria
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Per fare colpo su una ragazza a una festa il mio amico a un certo punto le dice
- Sai, io vado a Sanremo Giovani quest’anno. Puoi trovare già il mio disco.
E fin qui niente di strano, se non fosse che: 1) ha funzionato (anche se lei sta girando come una matta da stamattina per trovare un cd intitolato “Molta, molta voglia di te”. 2) lui è un giornalista Mediaset (ok, questo non è un dato a favore delle mie argomentazioni).
La gente è strana. Si lascia incantare dal mestiere altrui, e ci fa pure del sesso con questo mestiere. Come se per osmosi finisse per appartenergli un po’. E’ un’illusione, non è amore e non è nemmeno sexy. Queste facili passioni non hanno niente a che vedere con “le fantasie erotiche” sul genere oggi faccio l’autostop a Melegnano e mi faccio caricare da un camionista belga oppure voglio farmi sculacciare dal rettore di Yale.
Allora mi sono domandata quali cenni alla professione di un uomo potrebbero mai sedurmi
a) Nel pomeriggio ho dichiarato guerra a tal nazione b) Il mio vero nome è…. c) Ora riavvicinerò le due metà di questa donna, reciterò la formula magica e lei tornerà intera.p.s. Ad ogni modo, io faccio la blogger, tesoro…
Una storia vera di pazienti
dicembre 16th, 2007 — Senza categoria
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Il Sig. Carcano tossisce ininterrottamente da giorni. I medici lo hanno sdraiato e gli si sono fatti intorno.
Curioso – fa quello del paese di Momo – parrebbe maledetto come il singhiozzo.
Fa quello di belle speranze chiamato da Oleggio – Invero noioso come un fagotto.
Constata l’ultimo – Sommesso, va detto, come per non distrubare troppo – e con una gomitata mi dicono essere il più bravo di tutti i pneumatologi.
Il Sig. Carcano tossisce anche tenendo la bocca immobile, come se avesse dentro qualcuno che tossisce per lui. Il Sig. Carcano tossisce piano, come si fa quando solletica la gola.
Prima o poi smetterà – fanno prima di passare al secondo paziente.La fidanzata del Sig. Carcano non riesce a smettere di parlare da giorni.
E’ come se mordesse e cantasse insieme – fa il primo.
Io di pazienti che le fila dei pettegolezzi le tiravan lunghe ne ho curati, ma tanti giorni non l’avevo mai visto, lo giuro.
Chiude l’ultimo – Non so che dire, se non che trovo difficile dire la mia con la paziente che continua a dire la sua – per poi accompagnarsi con gli altri dottori dall’ultima malata.La Carcano sono giorni che piange.
E’ furba, simula un raffreddore ma la patologia è chiara – fa quello venuto da Momo puntandomi contro un dito. Le lacrime son vere – assaggia il dottorino sempre con un dito.
Guardate colleghi, come peggiora se solo provo ad accarezzarla! – sperimenta il primario usando un solo dito sulla mia tempia.I medici ripiegano sottobraccio i tre lettini da visita e se ne vanno con tre buste di soldi (una per l’enfisema, una per la logorrea e una che non è niente).
Ora intorno al tavolo c’è il Sig. Carcano che non può smettere di tossire da giorni. C’è la sua fidanzata, che non può smettere di parlare da giorni. Ci sono io che non posso smettere di piangere da giorni.
Insomma, c’è questo tavolo – che mi dicono essere la mia famiglia – che proprio non può smettere di fare quello che sta facendo ininterrottamente da giorni.Ma, forse, il Sig. Carcano tossisce come per dire “stai zitta” a lei che parla, oppure io piango per la pena del vederlo tossire o, forse, lei parla per distrarci dalla tosse e dal pianto, o io piango perché lei non tace.
O, forse, è che siamo fatti così in famiglia: che per quanto ci proviamo certi giorni non riusciamo a smettere. Bisogna essere pazienti.
Se non hai (più) un life-coach non sei nessuno
dicembre 9th, 2007 — Senza categoria
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Il mio life-coach è venuto a mancare. Sembra ieri che dispensava perle di saggezza per rendermi facile la vita. Solo ieri mi ha portata a Verona a vedere il balcone di Giulietta per spiegarmi l’Amore, si era pure scritto degli appunti sul palmo, per essere sicuro di non dimenticare i consigli fondamentali sul tema. Che il mio life-coach non è uno di quelli improvvisati che si vendono per poco a Soho o Melrose, per intenderci. A parte un maglione con le toppe di camoscio sui gomiti non ho mai potuto rimproverargli niente. Va detto, un grande uomo.
Dicevo, oggi è morto. Per mano di un cliente insoddisfatto, questa la pista che seguono gli investigatori.
Vorrei onorarne la memoria ricordandone alcuni preziosi consigli, che mi son costati un tot. di euro ciascuno.
- Se una cosa richiede meno di un minuto, falla subito
- Prenditi una etichettatrice, è l’oggetto più importante mai inventato, secondo solo alla corda.
- Ripulisci la borsa e le tasche ogni martedì.
- Una cosa o la fai subito, o la lasci perdere per sempre, o la deleghi.
Quel genio del mio life-coach, che era per me più che altro un amico, quasi un fratello, ora è stato ucciso. A quelli che finiscono morti così, morti male, li controllano in obitorio da cima a fondo. A lui, senza rovistare troppo, hanno trovato scritto su una mano
Laura, il segreto perché tua sia felice è
Il resto è stato amputato di netto.
Mi dispiace per la brutta figura che ha fatto non finendo il lavoro. Anche gli inquirenti – mi hanno confidato – si aspettavano di più da uno come lui.

