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mi spiace non credo sia un mondo perfetto tu tuuuu da daaa

ho trovato un cd non mio nella borsa stamattina.
ora:
o (1) soffro di schizofrenia e a mia insaputa mi dedico all’ascolto di brutture e magari un giorno i dottori mi diranno che ho anche l’intera discografia di Fausto Leali nascosta sotto il letto…
oppure (2) gli Articolo 31 mi hanno personalmente pedinata e infilato il loro album lì dentro per farmi presente che loro domani smettono in maniera io possa comprare per tempo una bottiglia di spumante da stappare per il loro fine-carriera…
oppure (3) qualcuno vuole dirmi qualcosa e crede che le parole di un decerebrato con enormi problemi di coiffeur possano essere chiarificatrici.
nel caso la (1) sia la spiegazione porterò rimedio alla cosa aprendomi un secondo blog.
nel caso la (3) sia la spiegazione consiglio a chi non trova le parole di imparare a leggere o a disegnare.

Le sinapsi maschili sono costantemente intente in un frenetico Tuca-Tuca

la seguente documentazione è stata da me raccolta ad uso di sessuologi e analisti di stampo lacanianO. Ma anche ad uso del Signore, dove volesse intervenire con uno slideshow di saette.
LUI – Sto bene da solo. Mi è venuto un caratteraccio da orso. Ma non è colpa tua, è una cosa genetica, anche mio padre era così.
LEI – bene. andate a farvi fottere in due allora.
LUI – Ho vinto un weekend con i punti benzina. Visto che una ragazza non la ho al momento, con un uomo mi fa schifo dormire, ho pensato di portarci te…
LEI – non è adulator–
LUI – c’è la piscina
LEI – ok, vengo.
LUI – Mi piacerebbe uscire con te qualche volta
LEI – Domani?
LUI – non posso, mannaggia
LEI – venerdì?
LUI – ho già un impegno. Ma vorrei proprio uscire presto con te.
LEI – … è bello avere delle speranze oggigiorno.

OUTING parte II

Mi mandano in bestia
quelli che elencando i propri pregi passano dal “generoso” al “simpatico” arrivando, nel migliore dei casi, a un “gentile” che suona come un “cacasotto”.
Io sono una eccellente critica d’arte contemporanea, cucino DAVVERO, so mettermi le caviglie dietro la nuca e so fare la corte.

outing da £. 2.00

Mi mandano in bestia
quelli che elencando i propri difetti passano dal “troppo buono” al “testardo” arrivando, nel migliore dei casi, a un “permaloso” che suona come un “birichino”.
Io sono bugiarda cronica, invidiosa nera e grassa.
(e rimango comunque una delle persone migliori che conosco)

faccio la CORTE a un POETA

e
la
poesia
è
solo
andare
a
capo
spesso
perchè
non
m’ami
ora
che
te
ne
ho
scritta
una
?

METTI UNA SERA il pene su un tagliere

Primo appuntamento. La cena era passata indolore, ho quindi seguito il NuovoCavaliere e ci siamo infilati in un locale che annunciava uno spettacolo di arti varie.
Lo spogliarellista viene accolto con una sorta di ovazione esclusivamente femminea e particolarmente stridula.
Il sipario blu a stelle gialle mi aveva fatto sperare nell’arrivo di un mago, di quelli che segano in due una donna (mi venderei l’anima per sapere come diamine fanno a non lasciare cicatrici).
Invece arriva Manolo: corpicapo da chef, grembiule e pedalino nero.
Tra le mani ha un tagliere sul quale poggiano un bicchiere di vino rosso in perfetto equilibrio e un coltellone da mattanza hitchcockiana. A ritmo di musica ruota il bacino come un puttanone di Rio e si fa strada tra i tavoli.
Dove passa cade il silenzio.
Ammutoliscono le oche, dietro di sè Manolo lascia solo un sibilo di stupore.
Quando mi si avvicina vedo poggiato sul tagliere, sistemato come un salame pronto al macello, un pene smisurato.
MANOLO: (rivolto a tutta la sala) Ragazze, adesso questa signorina lo tocca e vi dice se è vero o no! (applausi dalla sala)
IO: ti credo sulla fiducia Manolo, magari evitiamo, eh!?
MANOLO: Dai che mi licenziano se non tocchi adesso
IO: ti sei lavato Manolo?
MANOLO: Fai almeno finta…
IO: Cheppalle (fingo di toccare e sollevo una mano che dice “ok” perchè possano vedere il verdetto in tutta la sala. (applausi – fine del numero d’arte varia di Manolo)
NuovoCavaliere: sai che questi si mettono delle gocce per farlo diventare così grande?
(immagino NuovoCavaliere a bagnomaria in litri di goccine)
E’ così che vanno le cose. E non arrivo mai al secondo appuntamento. Che la voglia se ne va. Lontano, lontano…

single-drunk

Non so più come giurare e spiegare che non voglio scrivere nella vita. Ma voglio vederti ciondolare confuso per casa. E voglio che sia tu a scrivere. E voglio fare figli e crostate, non più libri.
Io qui perdo tempo? Lo dico perchè immagino il mio appartamento sia abbastanza grande per entrambi. E per chiunque tu voglia invitare a cena. E vorrà sempre tornare perchè conosco gli impasti e tiro la sfoglia.
Questo: 70mq in un quartiere vecchia Milano, un seno ancora alto, pettegolezzi e disegni. Non ho altro ho in dote.
Anzi, dell’altro: ti prometto che mai mi chiederai di sposarti – che non voglio. E se anche succedesse, direi di sì.

LA SINGLE E L’IDRAULICO

ESSERE SINGLE E’ UN PROBLEMA ESCLUSIVAMENTE IDRAULICO
E’ che mi servono parecchie ore al giorno, quasi tutte, per starmene sola. Altrimenti divento irritabile, altrimenti non è vita.
E invece
credo per consuetudine regolamentata
di solito
sono gli uomini quelli che ti ciondolano per casa pensosi o immersi nelle riviste chiusi a chiave in bagno.
che se in tutto quel loro farnulla ti permetti di dire loro “tesoro, credo si stia allagando la cucina...” quelli ti ringhiano addosso quanto da fare e da pensare e da produrre hanno e quanto gli stai addosso e che non è vita.
(almeno così mi raccontano la cosa le amiche conviventi e/o maritate)
e io mi accorgo che ancora giovane femmina son come loro non più giovani maschi. Non voglio essere interrotta nel mio farniente dolcissimo. non voglio comunicare, che in certi momenti “ciao, come va?” suona come un interrogatorio.
che in certi momenti uno che ti passa davanti la porta dello studio ti fa soprassalire come in un horror.
e ad ogni modo
mentre le mie amiche hanno tutte un manuale di idraulica che conoscono a menadito.
Io dove lo trovo un fidanzato capace di riparare un rubinetto?