Bambolescente

La vita, il lunedì, l'arte contemporanea e le bombe

Category : Vecchissimo blog

Dare un nome alle proprie sofferenze

- Sai Laura, ieri sono uscito a cena con quella presentatrice nevrotica (bla, bla) aveva delle unghie incredibili, con una lunga punta bianca un po’ squadrata. Mi ha chiesto di rivederci…
- Le ragazze con lunghi artigli riescono a masturbarsi solo nei film pornografici. Immagino ci sia un trucco, come in ogni cosa impossibile resa possibile dal cinema.
- Cosa vuoi dire?
- Con quelle unghie io finirei all’ospedale un orgasmo sì e uno no (e non senza un certo imbarazzo). Se poi voi uomini volete concedere incautamente i vostri orpelli a quelle tenaglie, liberissimi di farlo. Ma quantomeno premuratevi di saper dare un nome al vostro dolore!
- Che…?
- Si chiama french manicure.

Un’Italia diversa /1

- Caspita, l’annunciatrice di Rai1 tutta seria in volto ha appena detto che OGGI “La prova del cuoco” non andrà in onda!
- …?
- Non capisci, è il segno definitivo: non viviamo più nella stessa Italia che conoscevamo fino a IERI!
- Non ti preoccupare, Laura: se la Clerici non ci sta e si dimette, sarà Vissani a operare il rimpasto.

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La neve e le brutte ferite (le donne brutte).

- “In ogni caso, poi, la gente sai che cosa vuole?”
- “No Vasco, sentiamo la cazzata…”
- “Vuole Natale con la neve”
- “Eh, certo. Cosa te ne fai della salute e dei milioni, quando invece puoi avere la neve?!”.

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Lo so che è stupido pensare sia successo solo nel mio cortile. Ma credo solo a quel che vedo.
E quel che vedo è la neve tra il cancello e la magnolia, ed il lampione acceso. Quel che vedo è che la gente non si cura, del modo in cui cammina e ti scosta e passa sopra e poi avanti. Quando basterebbe solo scegliessero il giusto passo, per non lasciarti cadere. Certa gente non dovrebbero lasciarla uscire. Per paura di averci a che fare, resto a casa, a pensare sia tutto in cortile.