Il Sig. Carcano tossisce ininterrottamente da giorni. I medici lo hanno sdraiato e gli si sono fatti intorno.
Curioso – fa quello del paese di Momo – parrebbe maledetto come il singhiozzo.
Fa quello di belle speranze chiamato da Oleggio – Invero noioso come un fagotto.
Constata l’ultimo – Sommesso, va detto, come per non distrubare troppo – e con una gomitata mi dicono essere il più bravo di tutti i pneumatologi.
Il Sig. Carcano tossisce anche tenendo la bocca immobile, come se avesse dentro qualcuno che tossisce per lui. Il Sig. Carcano tossisce piano, come si fa quando solletica la gola.
Prima o poi smetterà – fanno prima di passare al secondo paziente.
La fidanzata del Sig. Carcano non riesce a smettere di parlare da giorni.
E’ come se mordesse e cantasse insieme – fa il primo.
Io di pazienti che le fila dei pettegolezzi le tiravan lunghe ne ho curati, ma tanti giorni non l’avevo mai visto, lo giuro.
Chiude l’ultimo – Non so che dire, se non che trovo difficile dire la mia con la paziente che continua a dire la sua – per poi accompagnarsi con gli altri dottori dall’ultima malata.
La Carcano sono giorni che piange.
E’ furba, simula un raffreddore ma la patologia è chiara – fa quello venuto da Momo puntandomi contro un dito. Le lacrime son vere – assaggia il dottorino sempre con un dito.
Guardate colleghi, come peggiora se solo provo ad accarezzarla! – sperimenta il primario usando un solo dito sulla mia tempia.
I medici ripiegano sottobraccio i tre lettini da visita e se ne vanno con tre buste di soldi (una per l’enfisema, una per la logorrea e una che non è niente).
Ora intorno al tavolo c’è il Sig. Carcano che non può smettere di tossire da giorni. C’è la sua fidanzata, che non può smettere di parlare da giorni. Ci sono io che non posso smettere di piangere da giorni.
Insomma, c’è questo tavolo – che mi dicono essere la mia famiglia – che proprio non può smettere di fare quello che sta facendo ininterrottamente da giorni.
Ma, forse, il Sig. Carcano tossisce come per dire “stai zitta” a lei che parla, oppure io piango per la pena del vederlo tossire o, forse, lei parla per distrarci dalla tosse e dal pianto, o io piango perché lei non tace.
O, forse, è che siamo fatti così in famiglia: che per quanto ci proviamo certi giorni non riusciamo a smettere. Bisogna essere pazienti.